L’ordinanza per arginare il caos sulla Statale Regina non è ancora ufficiale. Dovrebbe infatti scattare entro la fine del mese. Sono invece sempre più reali le polemiche e le lamentele da parte di quanti lavorano con i turisti in arrivo a bordo dei pullman, da ogni parte d’Italia e del mondo (qui, per esempio). Una nuova testimonianza arriva da Daniele Galli del servizio di motoscafi di Tremezzina. “Per noi questa ordinanza sarà un disastro. Ci toglierà lavoro e non poco. Comprendiamo le esigenze di vivibilità e di non creare intoppi alla viabilità ma bisogna anche considerare la nostra situazione. Noi qui lavoriamo. Non si possono far arrivare i turisti e poi dopo una gita in barca fargli fare 150 chilometri per tornare a casa”, dice Daniele.
Le regole predisposte nell’ordinanza prefettizia riguarderanno innanzitutto i mezzi superiori a 11 metri di lunghezza. Nella tratta Colonno-Tremezzina i bus turistici potranno viaggiare solo in direzione Como – Colico. Per il rientro sarà necessario fare il girone da Lecco. I mezzi pesanti, sempre superiori a 11 metri, potranno invece circolare solo tra le 22 e le 6 del mattino. Resteranno in vigore anche le fasce orarie, già attive dall’inizio di aprile, per i veicoli oltre i 9 metri, che possono viaggiare in salita al mattino e in discesa al pomeriggio. A breve sarà installata la segnaletica stradale per informare i viaggiatori. L’obiettivo resta divulgare i provvedimenti sulla Regina soprattutto al di fuori del territorio comasco.
“Ci sono comitive magari in arrivo dalla Valle Intelvi con gruppi di persone che dopo una gita in barca si ritrovano poi a dover fare il girone per tornare a casa? Impossibile. Quanti arrivano poi da Como o da Milano? Come si può pensare che magari solo per salire in barca da noi, andare a Bellagio e rientrare in giornata debbano poi farsi più di cento chilometri per il rientro. Non è fattibile. Senza pensare ai turisti stranieri. Abbiamo già ricevuto disdette per diversi viaggi. Gli operatori stranieri non ci pensano molto, se vedono modifiche a orari e tragitti, qualunque sia il motivo, non fanno altro che annullare la prenotazione. E per noi questo è un vero problema. Sono necessarie magari delle deroghe, almeno per chi a arriva da certe destinazioni”; spiga Daniele che rilancia anche l’idea “di far pagare un pedaggio ai mezzi in transito per poi usare quanto ricavato per incrementare il numero dei movieri (già in servizio per presidiare punti più critici della strada fino al 4 novembre dalle 7 alle 19), e per allungare magari l’orario di servizio. Altrimenti per noi sarà una stagione molto difficile”, conclude Galli.