Da un lato la giunta di Centro Valle Intelvi ha ammorbidito l’ordinanza sui limiti a vendita di alcol e orari serali dei locali; dall’altro, ieri sera, tanti ragazzi e ragazze – tra i quali molti animatori delle proteste civiche dei giorni scorsi – si sono ritrovati spontaneamente per strada e in piazza.
“Un’immagine che pone una domanda semplice alle istituzioni – viene specificato nella nota diffusa in seguito – prima di dire ai giovani dove non possono stare, non sarebbe necessario off rire loro dei luoghi in cui possano andare?”.

“Le ordinanze restrittive non risolvono il problema della socialità giovanile – viene aggiunto – rischiano soltanto di spostarlo, lasciando ragazzi e ragazze senza spazi e senza alternative. Una comunità non può limitarsi a imporre divieti, ma deve essere capace di ascoltare, confrontarsi e costruire soluzioni”.
Raccolta firme: superate le cento adesioni in poche ore
Nel frattempo, è ufficialmente partita la raccolta firme promossa per dare voce non soltanto ai giovani, ma a tutti i cittadini dei paesi della valle che vogliono esprimere la propria opinione sulle ordinanze e sul modello di gestione degli spazi pubblici. In pochissime ore sono già state superate le cento firme.
Richiesta di parere al Prefetto
Parallelamente, le promotrici hanno intrapreso anche le vie istituzionali, presentando al Comune un’istanza in autotutela per la revoca e la ulteriore modifica delle ordinanze e chiedendo al Prefetto di Como un parere in merito ai provvedimenti adottati. Le stesse, ribadiscono di essere in attesa di un riscontro da parte del sindaco, al quale hanno già richiesto un incontro, confermando la propria piena disponibilità al dialogo e al confronto.
“È un primo segnale importante, che dimostra quanto il tema sia sentito sul territorio – dichiarano le promotrici – Il contrasto a ordinanze che riteniamo ingiuste e ineffi caci va avanti, sempre attraverso strumenti pacifi ci e democratici. Chiediamo ascolto e soprattutto alternative concrete: non basta dire ai giovani dove non devono stare. Bisogna fi nalmente chiedersi dove possono andare”.
