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Como piange un gigante: è morto il genio aristocratico dell’architettura Mario di Salvo, custode della memoria della città. Quando disse: “Siamo condannati a diventare affittacamere”

[Foto di Copertina: video Infanzia Cappuccini-Youtube]
Ormai si contano sulle dita di due mani, forse una mano. Sono le sentinelle, i custodi della memoria di Como. Donne e uomini testimoni del cambiamento, della trasformazione. Uno di questi è stato Mario di Salvo, architetto urbanista. Riferimento imprescindibile per chiunque volesse conoscere in profondità questa città; e questo chiunque veniva accolto nel suo incredibile appartamento di via Odescalchi per ascoltare e intrecciare una delle molte verità del ‘900 tra case, palazzi, strade, monumenti, arte, storia e, appunto, mutamento.

E’ morto oggi il grande aristocratico dell’architettura. 90 anni compiuti lo scorso 15 agosto, allievo dell’immenso Mario Radice da cui imparò la dura e leggerissima arte dell’astrattismo. E’ stato protagonista, tra le molte cose, di una delle rivoluzioni i di piazza Volta, del restauro del Novocomum di Giuseppe Terragni e di Villa Ambrosini. Nel 1990 tra i fondatori degli Amici dei Musei insieme con altri 16 altri benemeriti.

Negli ultimi tempi stava scrivendo la sua autobiografia e probabilmente non l’ha finita, non lo sappiamo al momento.

ComoZero con Chiara Taiana lo ha intervistato l’ultima volta il 14 marzo 2022, ponendo domande sull’impatto gigantesco del turismo. La sua risposta fu spiazzante: “La perdita di identità del centro storico è un processo iniziato già negli anni Trenta e che si sta concludendo oggi, con una città finita, in cui comandano i bar, condannandoci tutti a trasformarci in affittacamere” (qui l’articolo completo che vi consigliamo di leggere).

Più di recente, nel novembre 2025, è intervenuto con un’intervista video parlando degli accorpamenti scolastici voluti dal Comune e, in particolare, quello delle scuole di Salita Cappuccini e via Montelungo. Ecco il video realizzato da Infanzia Cappuccini:

 

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