Lo avevano annunciato e così è stato. Sono 78 i firmatari – tra tassisti e noleggiatori – ad aver presentato, lo scorso 24 giugno, un esposto alla Procura della Repubblica di Como.

Chiaro il motivo e le richieste: la convivenza sempre più difficile, se non impossibile – su un territorio quale è quello comasco sempre più invaso da turisti – con Ncc e taxi fuori zona oltre a piattaforme internazionali che gestiscono i servizi di trasporto con app non sempre monitorabili.
Una situazione ormai sempre più fuori controllo come ci raccontava il presidente di Radiotaxi Como, Matteo Petrini con dovizia di dettagli.

E adesso dunque è arrivato l’esposto. “Il 24 giugno è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Como, firmato da 78 firmatari, tra tassisti e noleggiatori, per chiedere che venga avviata un’indagine sulla situazione a nostro avviso di grande degrado, perpetuata dalle piattaforme internazionali, che distribuiscono ad analoghi soggetti i loro servizi, senza rispettare le norme vigenti, in particolare il vincolo della territorialità”, queste le prime parole dei proponenti.

Chiaro il richiamo al vincolo della territorialità come altrettanto chiara è la volontà di mettesi a disposizione dei soggetti competenti in materia per affrontare una serie di temi a partire dalle concessioni per l’accesso alla Ztl, alle licenze e alla forte volontà di ribadire, specialmente in opposizione a quanto indicato nell’esposto, la natura di servizio pubblico esercitato dai tassisti.
“Non è possibile che ci sia, come accaduto mille volte, chi chiede cifre folli per percorsi minimi. Per esempio chi opera fuori zona, giusto l’altro giorno, ha chiesto 600 euro per andare a Colico”, ci racconta uno dei firmatari.
E giusto oggi un’ampia operazione della Polizia locale di Como, i dettagli:
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