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Como, due anni senza la piscina di via Del Dos. La battaglia di Pia: “Non mi arrendo, non l’ho mai fatto”

Il prossimo primo agosto saranno due anni di chiusura per la piscina di via Del Dos. L’impianto sembra uscito dall’agenda della città. Il tema della carenza di piscine a Como è noto ed è impossibile attribuire responsabilità solo all’ultima amministrazione, che si è trovata con il cerino in mano. Difficile anche dire che si tratti di un problema soltanto di Como. Nei giorni scorsi il Corriere della Sera ha descritto la situazione degli impianti di Milano: un dramma. Di certo, quella di via Del Dos era l’unica piscina adatta ai disabili fisici e il fatto che sia uscita dall’agenda di Como e dei comaschi non è certo una bella medaglia per il capoluogo lariano.

Chi non ha dimenticato l’argomento e non si è mai arresa è Pia Pullici, cavaliere delle Repubblica, ex consigliere comunale, già docente di educazione fisica e fisioterapista. Pia Pullici ai disabili ha dedicato una vita intera: “E non pensate che io mi arrenda, non conosco questo verbo io. Non mi sono mai arresa”.

Che notizie ha dell’impianto e dei lavori in via Del Dos?
Nessuna, a parte quei pochissimi lavori fatti subito. Purtroppo l’impressione che ho di questa amministrazione è che sia più concentrata a illuminare le mura di Como, che a occuparsi di dare servizi alle persone fragili. E’ tutta immagine. Maria Antonietta chiese delle brioches per il popolo che non aveva il pane, a Como si pensa alla ciliegina quando manca la torta.

Mi pare un giudizio decisamente ingeneroso su chi governa.
Un giudizio documentato. Su chi governa e chi gestisce i servizi sociali. Ne ho parlato anche con Nini Binda l’altro giorno. Vogliamo parlare dei bagni pubblici? Tanto rumore per un nuovo gabbiotto in viale Innocenzo. Ma una mamma che deve cambiare un bambino in città dove può andare? Certo non in quel gabbiotto. E i disabili?.

Torniamo però alla piscina di via Del Dos chiusa. In che struttura stanno andando i ragazzi che due anni fa nuotavano lì?
Ne portavo 80 di ragazzi in via Del Dos. Parliamo di disabili fisici, per accedere alla piscina hanno bisogno dello scivolo per le carrozzine, di spogliatoi adeguati, non esistono altri impianti vicini con queste dotazioni. Le scalette di accesso alle piscine sono barriere insuperabili per un disabile fisico. Con qualcuno andiamo alla piscina del Colisseum di Cantù. In tanti però hanno smesso, purtroppo. In via Del Dos avevamo anche gli spazi in acqua gratuiti. Chiedevamo un rimborso per coprire la spesa degli educatori e dei bagnini dedicati ai ragazzi. Oggi, in qualsiasi altra struttura i costi non sono più sostenibili per gran parte delle famiglie che seguiamo come Thais associazione che si occupa della rieducazione a cavallo e in acqua”.

Pia Pullici però non è una che si arrende. Così ha iniziato a dialogare con l’Asst Lariana, giusto?
Ho già incontrato il direttore socio sanitario Maurizio Morlotti e il direttore generale Luca Stucchi. Ho parlato dell’idea di una golf car per evitare a chi ha difficoltà motorie la scarpinata dal parcheggio all’ospedale, della tettoia fino all’ingresso, delle problematiche relative all’altezza dei veicoli con la pedana, come il mio, che superano i due metri di altezza, mentre il parcheggio dei disabili all’autosilo ha un’altezza massima di 195 centimetri. Si potrebbe fare un parcheggio nell’area del cerchio magico…

Novità riguardano anche l’attività in piscina.
Regione Lombardia non riconosce ancora un tariffario per la riabilitazione in acqua, che invece sarebbe fondamentale. Viene applicata ovunque anche dopo gli interventi ortopedici, ne ho parlato con il dottor Andrea Panzeri, ad esempio. Non possiamo però pensare di chiedere 45 euro a prestazione. Abbiamo già esempi virtuosi e collaudati con la ginnastica in acqua delle gestanti ad esempio fatta diversi anni fa. Il servizio era convenzionato con il reparto di ginecologia. Con la carta dell’ospedale sarà possibile fare tornare anche i disabili fisici in piscina, ne sono convinta.

Chi la sostiene in questa crociata della maggioranza o dell’opposizione tra Regione e Palazzo Cernezzi?
Per la riabilitazione in acqua ho interessato i consiglieri regionali, per la città, a livello di maggioranza o opposizione non vedo chi potrebbe intervenire. Anche se conosco tutti. Patrizia Lissi è stata mia alunna, ma non condivido il suo stile di fare opposizione, sempre all’attacco. In politica serve soprattutto il dialogo. Se si parte dal presupposto che è tutto sbagliato quello che fanno gli altri non si costruisce nulla.

E Pia Pullici non si arrende. Di recente ha fatto ritorno anche alla Coop. Sim-patia che aveva fondato.
Ero stata invitata a non frequentare più nel 2003, mi scrissero una lettera dicendo che non garantivo un impegno regolare. Fu un periodo difficile, nel giro di sei mesi avevo perso mio marito, avevo i figli all’estero. Per il 25° mi hanno invitato nuovamente. Con le sottoscrizioni negli anni ho raccolto un miliardo di lire per i disabili, ma c’è ancora tanto da fare.

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