I lavori in corso in via Dante, all’altezza di via Tommaso Grossi e dell’ex Orfanotrofio, scatenano la polemica di Elisabetta, portavoce regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.
Ecco quanto scrive:
Quanto sta accadendo in via Dante, all’altezza di via Tommaso Grossi e dell’ex Orfanotrofio, è l’ennesima dimostrazione di una gestione del verde urbano vergognosa.
Se gli abbattimenti sono legati ai lavori sulle reti o ai sottoservizi, la domanda è inevitabile: nel 2026 sono ancora tollerabili interventi cosi barbari ?
Oggi esistono tecnologie, metodologie e soluzioni che consentono di intervenire sulle infrastrutture limitando drasticamente l’impatto sulle alberature. Continuare a sacrificare alberi come un ostacolo qualsiasi significa rimanere ancorati a una cultura progettuale superata, incompatibile con la crisi climatica che tutti ormai conoscono.
Ancora una volta i cittadini assistono ai lavori senza la necessaria informazione, le ragioni degli abbattimenti e nessuna illustrazione delle alternative valutate. Si procede nel silenzio, come se il patrimonio arboreo della città non appartenesse alla collettività.

È centrale il ruolo del Settore Verde e Giardini: se questi interventi sono stati autorizzati con il suo assenso, viene spontaneo chiedersi quale sia oggi la reale funzione di un ufficio che dovrebbe essere il primo garante della tutela degli alberi cittadini. Se invece non ne era a conoscenza, la situazione sarebbe persino più preoccupante.
Chi ha autorizzato lo scempio? Di che lavori si tratta? Qualche collegamento con la misteriosa trasformazione dell’ex Orfanotrofio ?

Via Dante non è un episodio isolato. È l’ennesima conferma di come venga realmente gestito il patrimonio
arboreo a Como. Questa è la cruda realtà, ben oltre le rappresentazioni tendenziose del verde a Como . La realtà è fatta di alberi abbattuti, aree verdi progressivamente ridotte, interventi eseguiti senza un adeguato livello di trasparenza e senza una strategia complessiva di tutela.

È tempo di interrompere questa deriva e di adottare finalmente una politica del verde fondata sulla conservazione del patrimonio esistente, sulla trasparenza e su una progettazione capace di convivere con gli alberi, anziché considerarli un ostacolo sul cammino di altri interes