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Attualità

Como, esondazione tavolini: multe a bar e ristoranti che si allargano troppo su piazze e vie

C’è chi non si accontenta. Mai. Sono una decina le attività commerciali di Como (bar e ristoranti) multate dagli agenti della Polizia Locale per aver oltrepassato con i propri tavoli i confini dello spazio pubblico concesso dal Comune. Uno spazio già più ampio del solito per aiutare bar e ristoranti che devono rispettare il distanziamento imposto dalla pandemia.

“In questi mesi ci sono state delle segnalazioni al nostro Comando ma anche i nostri agenti in città hanno notato delle anomalie durante l’attività di presidio – spiega il comandante della Polizia Locale Vincenzo Aiello – Così sono scattate le sanzioni, circa una decina. Non avevamo di certo intenzione di accanirci su attività già provate dalle chiusure legate al Covid-19 ma abbiamo il dovere di evitare la concorrenza sleale tra i commercianti: chi rispetta le regole non deve essere penalizzato”.

Così poco meno di una decina di commercianti, con i tavolini oltre gli spazi concessi, ha dovuto pagare 173 euro di sanzione, ridotta del 30% se pagata entro cinque giorni dall’emissione. “Inoltre abbiamo segnalato i nominativi agli uffici preposti in Comune – ha aggiunto il comandante – perché dopo la seconda segnalazione di questo tipo scatta la revoca della concessione”.

Furbetti a parte, c’è da capire cosa accadrà quando le concessioni legate alla ripartenza termineranno. Grazie al decreto Sostegni, infatti, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021 l’esonero del canone unico che accorpa Tosap, Cosap e la tassa sulla pubblicità. E poi? Per ripartire, a Como come in molte altre città, il Comune ha dato la possibilità a bar e ristoranti di ampliarsi con i tavolini all’esterno, sullo spazio pubblico, non senza qualche malcontento dovendo coniugare il passaggio pedonale, quello dei furgoni delle consegne e delle auto dei residenti con gli stretti vicoli tipici delle nostre città.

“Anche se siamo in attesa di capire quali saranno le indicazioni del Governo, non vogliamo arrivare impreparati – ha spiegato l’assessore al Commercio Marco Butti – Per questo motivo in ottobre incontrerò per fare il punto le associazioni di categoria e i commercianti. Ovviamente vogliamo trovare una soluzione condivisa ma voglio essere chiaro: lo spazio pubblico di una città non può essere dedicato solo ai tavolini, bisogna trovare un equilibrio, e non è piacevole che qualcuno abbia abusato degli spazi concessi, il Comune in questa situazione di crisi, è voluto andare incontro a tutti ma le regole vanno rispettate. E’ possibile un ritorno al pre-pandemia in cui però è possibile anche aiutare chi ha davvero poco spazio all’interno del proprio locale”.

L’ARTICOLO CHE HAI APPENA LETTO E’ USCITO SU COMOZERO SETTIMANALE: ECCO DOVE PUOI TROVARLO

 

4 Commenti

  1. Mi spiace per l’ignoranza del sig. Mario visto che incasso non significa utile , inoltre volevo informarlo che tutti i locali sono rimasti chiusi per ben 9 mesi e 1/2 senza “incassare ” nulla per di più pagando le spese fisse come affitto luce gas acqua ecc.ecc. e con questo è meglio che termini altrimenti potrei diventare poco gentile .

    1. Sig Mirko, non si arrabbi e non perda la gentilezza. Nessuno mette in dubbio le difficoltà degli esercenti nel periodo COVID, si mette in dubbio l’aver allargato ulteriormente e senza autorizzazione gli spazi concessi proprio per far fronte alle passate difficoltà. In fin dei conti le multe sono fioccate per questo. Poi, molti liberisti convinti non vedono di buon occhio l’intervento del Pubblico in aiuto alle situazioni di crisi di operatori privati. Ma si sa, bisogna “laisser faire” quando gli affari vanno bene e “aider à survivre” quando gli affari vanno male. E per questo non vale assolutamente la pena che si perda la gentilezza.

  2. L’aspetto più sconcertante non è l’occupazione abusiva degli spazi pubblici e neppure la multa irrisoria ma la concorrenza sleale che questi signori fanno agli esercenti onesti che rispettano le regole. È lo stesso concetto che si deve applicare a chi evade le tasse: non fanno solo un danno alla collettività ma ai loro concorrenti che nonostante la migliore organizzazione e la migliore qualità dei prodotti, soccombono alla concorrenza di chi sta sul mercato grazie all’evasione. Non potrà mai esistere l’autoregolamentazione di queste categorie fino a quando non saranno tutti consapevoli che il rispetto delle regole serve a salvaguardare i migliori contro l’arroganza dei peggiori.

  3. C’è una sola regola da seguire; : bar e ristoranti devono tornare nei loro spazi privati senza invadere la città evitando comportamenti arroganti , mai “sazi” di spazi e fatturati.
    PS. 173€ Multa ridicola , questi signori li guadagnano in 15 minuti.

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