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Como, il bando da 400mila euro per Villa Geno: “Poteva essere un’opportunità, non solo occasione per fare cassa”

Pochi giorni fa la notizia: il Comune di Como mette all’asta pubblica la concessione di Villa Geno e dello spazio verde di pertinenza, con l’ingresso tra i civici 12 e 13 del viale omonimo

Ora la dura presa di posizione di Europa Verde – Verdi Como che interviene per voce di Elisabetta Patelli sul senso degli spazi pubblici e del loro utilizzo. Ecco cosa scrive su Villa Geno:

Ci sono spazi pubblici che potrebbero rappresentare grandi opportunità per la città, non semplici occasioni per “fare cassa”.

Villa Geno, location di pregio e perfetta per l’hospitality, avrebbe potuto diventare un progetto innovativo e socialmente utile: ad esempio un ristorante-albergo solidale, capace di dare lavoro anche a persone in difficoltà, coniugando sostenibilità economica e promozione sociale.

Si è invece scelta la strada della mera valorizzazione economica. A questo punto restano da valutare almeno due aspetti fondamentali.

Il primo riguarda il canone previsto: inevitabilmente sarà molto elevato e dunque accessibile soltanto a società estremamente facoltose. Viene spontaneo chiedersi: chi potrà davvero permetterselo? Forse realtà come il Calcio Como? Il secondo aspetto, tutt’altro che secondario e sul quale personalmente vigilo da oltre vent’anni, riguarda l’uso dell’area intorno alla fontana e della relativa stradina di accesso.

Si tratta infatti di aree demaniali ad uso pubblico, non cedibili in concessione e – a quanto risulta – nemmeno incluse nella concessione stessa. Devono quindi restare pienamente accessibili alla cittadinanza e ai turisti.

L’esperienza maturata negli anni, però, insegna altro: troppo spesso i concessionari, in barba ai regolamenti e con la compiacenza dell’Amministrazione, hanno chiuso i cancelli per riservare ai propri ospiti l’uso esclusivo della punta più panoramica della città, arrivando perfino a sistemare tavolini attorno alla fontana e occupando gratuitamente uno degli angoli più suggestivi di Como.

Questo non può e non deve accadere.
Va garantito il rispetto del regolamento specifico che disciplina gli orari di apertura mattutina e serale, il funzionamento della fontana e la manutenzione dell’area, precisando chiaramente chi debba farsene carico.

Tale onere spetta al concessionario, ma nelle carte predisposte dal Comune non se ne trova traccia, se non nella generica richiesta di mantenere pulito il giardino dalle cartacce: un obbligo che, peraltro, risponde già all’interesse del concessionario stesso.

Le cose non dette e non scritte sono sempre le più pericolose.
Elisabetta Patelli

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