I giorni del post sondaggio sul sindaco Rapinese – commissionato da Etv all’istituto Piepoli – continuano a essere frizzantini tra contributi e prese di posizione. Riceviamo e pubblichiamo in questo senso una riflessione di Alessandro Rossi, dei Giovani Democratici:
Un sondaggio resta un sondaggio. Non è un’elezione, non è un programma, non è un risultato. È una fotografia di un momento. Ma qualcosa racconta.
Racconta che esiste una domanda di cambiamento. Racconta che una parte significativa della città, soprattutto tra i più giovani, fatica a riconoscersi nell’idea di una Como chiusa, ripiegata su se stessa, che sembra vivere più di ciò che è stata che di ciò che potrebbe diventare.

Naturalmente non si tratta di un punto di arrivo. Semmai dell’inizio di una sfida. Ed è proprio per questo che pensiamo si stia aprendo una stagione nuova.
L’opposizione di questi anni è stata necessaria. Quando si volevano chiudere scuole, quando venivano prese decisioni sbagliate per la città, quando era necessario difendere servizi, spazi e opportunità, era giusto esserci. Era giusto opporsi. Era giusto dare battaglia. E quella stagione va rivendicata. Ma oggi serve anche qualcosa di più. Perché ogni fase politica ha il proprio compito. E il compito che abbiamo davanti ora è iniziare a discutere con sempre più forza della città che vogliamo costruire.
Per troppo tempo, Como ha smesso di pensarsi in grande. Noi immaginiamo una città viva, aperta, dinamica, audace. Una città che investe sui giovani invece di costringerli a cercare altrove opportunità e prospettive. Una città che produce cultura, innovazione, lavoro di qualità. Una città che governa il turismo senza subirlo. Una città che non si arrende all’idea dello spopolamento. Una città che valorizza fino in fondo il proprio ruolo di cardine tra Milano, la Svizzera e l’Europa.
Una città ambiziosa.
Perché Como può essere molto di più di ciò che è oggi. Per questo la priorità politica dei prossimi mesi non può essere soltanto la critica all’esistente. Deve essere la costruzione di una visione alternativa, coraggiosa e credibile.
Una visione profondamente diversa da quella della destra e da quella che oggi governa la città. Non una Como che si limita ad amministrare l’ordinario. Non una Como che considera sufficiente tenere tutto fermo pur di non creare fastidi a nessuno. Non una Como che confonde la tranquillità con l’immobilismo.
La nostra Como ha fame di futuro.
Come Giovani Democratici crediamo che sia arrivato il momento di aprire questa fase. È ora di nuovi progetti, di nuove proposte. È ora di lavorare in una prospettiva di governo. Sappiamo che il centrosinistra è pronto a iniziare questo lavoro, ed è importante per questo darci questa priorità apertamente, pubblicamente. È il momento.
C’è un’intera generazione che non si accontenta di gestire il presente: vuole costruire il futuro.
E quel futuro va iniziato a immaginare, da subito.
Alessandro Rossi – Giovani Democratici di Como