Alla fine, il Duomo ha parlato. E lo ha fatto per “scomunicare” l‘installazione “Laundry” di Gianni Pettena, rievocativa della stessa opera realizzata per Campo Urbano nel 1969 e riproposta per StreetScape. Insomma, al Capitolo della Cattedrale quei panni stesi proprio non sono piaciuti, arte o non arte. E ora pone l’interrogativo sul criterio con cui sia stata autorizzata la cosa.

“Il Capitolo della Cattedrale è impegnato quotidianamente nel rendere il Duomo, chiesa madre della Diocesi e casa aperta a tutti, sempre più vicino e fruibile nella ricchezza delle sue espressioni religiose, artistiche e architettoniche – si legge nella nota – Sforzi riconosciuti delle migliaia di persone che varcano le sue soglie. Nella sola giornata di oggi, per esempio, si sabato contati almeno duemila accessi”.

Rispetto ai panni stesi nella giornata di sabato (che pure a più d’uno erano piaciuti: qui il consigliere comunale Franco Brenna, ad esempio) “diversi fedeli e turisti, entrando in Duomo, hanno fatto notare la presenza di una particolare installazione di arte moderna”.

“Il Capitolo della Cattedrale – conclude il comunicato – si domanda quali criteri vengano seguiti nell’assegnazione degli spazi, intorno al Duomo, per manifestazioni artistiche, musicali e culturali e invita a riflettere su come le iniziative riescano ad armonizzarsi con il contesto nel quale sono inserite, nel rispetto del patrimonio di storia, arte e fede esistente”.