“È il momento che la Scuola faccia sentire la propria voce. Una voce rappresentata da professionisti che investono continuamente nella formazione e in una proposta educativa volta anzitutto al benessere degli studenti, delle famiglie e di tutto il personale”.
Con questo appello lanciato in un post sul suo profilo Facebook e rivolto ai suoi colleghi degli altri Istituti Comprensivi cittadini, la referente di plesso dell’asilo di via Zezio Silvia Malanchin torna a parlare della necessità che il Comune ripensi al progetto del Comune di scorporare la scuola dall’Istituto Comprensivo Como Centro per spostarla a quello di Como Lago, parte di un progetto più ampio contenuto in una relazione del settore Servizi Educativi che comporta non poche novità tra accorpamenti e chiusure (lo abbiamo anticipato qui).

E lo fa pubblicando integralmente la lettera indirizzata al sindaco Alessandro Rapinese e all’assessore alle Politiche Educative e Scolastiche Nicoletta Roperto, di cui avevamo raccontato ieri in questo articolo riportando ampi stralci la missiva che avevamo ricevuto in anteprima, nella quale motiva punto per punto le ragioni per le quali questo accorpamento danneggerebbe, sotto vari aspetti, l’asilo (trovate il documento completo in fondo all’articolo).
“Desidero condividere il mio intervento in versione integrale. Sebbene prenda le mosse dalla vicenda di via Zezio, è evidente come le criticità relative alla mobilità, alla discontinuità didattica, alla perdita dei progetti e al progressivo svuotamento degli spazi, siano un tema comune a molte altre scuole – prosegue poi la docente nel suo post – mi auguro che questo contributo possa sollecitare una riflessione e spingere i colleghi di altri Istituti Comprensivi di Como a far sentire la propria voce. La voce di chi, quotidianamente, lavora con cura, passione e impegno per formare i cittadini di domani”.
Un appello a cui, poche ore dopo, ha fatto seguito un secondo post nel quale la maestra contestualizza meglio le ragioni che l’hanno spinta a scrivere a sindaco e assessore, invece che confrontarsi di persona su un tema tanto importante del quale, come docente e referente di plesso, ha indubbiamente una conoscenza approfondita. L’appuntamento con il sindaco Rapinese fissato per mercoledì scorso, racconta riportando uno stralcio della mail inviata al primo cittadino e a tutta la giunta rimasta fino ad oggi senza risposta, è stato infatti annullato da quest’ultimo poco prima dell’orario stabilito costringendola a condividere la sua analisi solo in forma scritta, senza la possibilità di un confronto diretto.

“Questo uno stralcio della mail inviata al Sindaco di Como e a tutti gli assessori della sua Giunta mercoledì 16 settembre, giorno in cui avevo preso appuntamento per condividere le considerazioni poi scritte. Nessun riscontro – scrive nel suo post – il silenzio non è mai una risposta costruttiva: persino un rifiuto netto avrebbe dimostrato rispetto e senso delle istituzioni.
Credo fermamente che il confronto con chi la scuola la vive ogni giorno avrebbe potuto stimolare riflessioni importanti. Purtroppo, si è preferito non ascoltare. Un’occasione persa”.
Ecco le osservazioni di cui parlavamo un giorno fa:
