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Como, lettera da tutto il personale dell’asilo Carluccio: “La scuola non è un costo da ridurre. Qui c’è una comunità”

Nell’ampio dibattito in corso sulla riorganizzazione delle scuole a Como voluta dall’amministrazione Rapinese, dove si prevedono chiusure e accorpamenti, riceviamo e pubblichiamo la lettera di Maria Grazia Bozzi referente della scuola di infanzia Carluccio, l’asilo di via Volta. Il documento porta anche le firme di dieci docenti e della collaboratrice scolastica.

INFANZIA CARLUCCIO
Presidio socio-educativo nel cuore della città di Como

Eccoci qui a scrivere un’altra lettera (qui la precedente, Ndr): dopo il Consiglio comunale del 28 settembre, crediamo non si possa rimanere indifferenti davanti alla delibera approvata dalla maggioranza sul ridimensionamento delle scuole.

Non vogliamo ripeterci nel raccontare che cosa possano comportare accorpamenti e chiusure degli istituti scolastici, viste le precedenti lettere scritte. Vogliamo però soffermarci ancora una volta su una realtà che conosciamo e che consideriamo un vero presidio socio-educativo nel cuore della città di Como: la scuola dell’infanzia Carluccio.

Ancora una volta viene messa in discussione la sua esistenza, nonostante già due anni fa l’Amministrazione comunale avesse deliberato la chiusura della scuola. Una decisione alla quale le famiglie, i comitati, le insegnanti e l’intera comunità scolastica non sono rimasti indifferenti.

Grazie alla determinazione delle famiglie, dei comitati e, in particolare, del Comitato Nova Como, insieme alle insegnanti e all’Istituto Comprensivo Como Borgovico, è stata intrapresa una battaglia per difendere la scuola, arrivando anche a ricorrere al TAR.

È arrivata poi la sentenza positiva: la scuola Carluccio rimane aperta.

Insegnanti, genitori e tutto l’Istituto Comprensivo Como Borgovico hanno festeggiato quella decisione, perché la Carluccio non è semplicemente un luogo nel quale accogliere i bambini. È una scuola fondata su valori educativi, su una precisa idea di bambino e su un progetto pedagogico che si costruisce giorno dopo giorno attraverso pilastri ben definiti.

Un valore che, troppo spesso, rischia di sfuggire quando la scuola viene osservata con una lente esclusivamente organizzativa o numerica, come se fosse soltanto un luogo dove lasciare i bambini mentre i genitori lavorano.

Cari Sindaco e Assessore all’istruzione e alle politiche educative, non è così.

La scuola dell’infanzia è il primo ambiente educativo nel quale i bambini sperimentano la relazione con gli altri, imparano a condividere, a comunicare, a riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, a diventare progressivamente autonomi.

Le sezioni, gli spazi, i laboratori, i tempi della giornata e la presenza stabile degli insegnanti non sono elementi secondari e non possono essere improvvisati: sono parte integrante del progetto educativo.

I nostri bambini hanno bisogno di spazi pensati per loro, di ambienti nei quali poter esplorare, sperimentare, giocare, creare e imparare. Hanno bisogno di insegnanti che possano garantire continuità educativa e relazionale, di figure di riferimento che conoscano i loro percorsi, le loro caratteristiche, le loro fragilità e le loro potenzialità.

Investire nella qualità della scuola dell’infanzia significa investire nel futuro della società.

Lo scorso anno scolastico, nel mese di settembre, il Comitato Nova Como ha regalato alla scuola Carluccio un ulivo, scelto come simbolo di rinascita, forza e resilienza.

È un’immagine che rappresenta bene questa scuola.

Insegnanti e personale scolastico sono ripartiti ancora una volta con determinazione e passione, continuando a credere nel valore del proprio lavoro e nella forza del progetto educativo-didattico.

Ma c’è un altro elemento fondamentale: la continuità.

Continuità significa non considerare ogni anno scolastico come un’esperienza isolata, ma costruire un percorso che accompagni il bambino nella crescita, mantenendo un filo educativo tra insegnanti, famiglie e territorio e, successivamente, tra scuola dell’infanzia e scuola primaria.

Significa anche avere il tempo e le condizioni per osservare ogni bambino nella sua unicità. Perché non tutti imparano nello stesso modo, non tutti hanno gli stessi tempi e non tutti esprimono i propri bisogni attraverso le parole.

La scuola dell’infanzia è anche un luogo di inclusione. È il luogo nel quale le differenze possono diventare una ricchezza e nel quale ogni bambino deve poter trovare il proprio spazio, sentirsi parte del gruppo e sviluppare le proprie potenzialità.

Per questo una scuola non può essere valutata soltanto attraverso il numero degli iscritti, attraverso gli spazi che occupa o attraverso un bilancio economico.

Una scuola è fatta di relazioni, competenze, esperienze, professionalità e comunità.

La Carluccio rappresenta tutto questo.

Chiudere o ridimensionare una scuola dell’infanzia significa interrompere una rete di relazioni costruita nel tempo e impoverire un presidio educativo che appartiene non soltanto alle famiglie che oggi lo frequentano, ma all’intera comunità.

Per questo crediamo che, prima di prendere decisioni sul futuro della Carluccio, sia necessario ascoltare chi quella scuola la vive ogni giorno: i bambini, le famiglie, gli insegnanti e tutto il personale scolastico.

Perché dietro una scuola non ci sono soltanto muri e numeri.

Ci sono bambini, ci sono persone, ci sono relazioni. C’è un progetto educativo. C’è una comunità.

E una comunità che investe nei suoi bambini investe nel proprio futuro.

La scuola Carluccio ha già dimostrato di avere radici profonde. L’ulivo donato dal Comitato Nova Como ne è diventato il simbolo.

Quelle radici oggi chiedono di essere rispettate, coltivate e lasciate crescere.

Perché la scuola non è un costo da ridurre: è un investimento da proteggere.

La referente di plesso

Bozzi Maria Grazia

Docenti

Sansone Angelica

Marchio Giorgia

Della Bosca Paola

Ghielmetti Sabrina

Previtali Domenica

Fiandaca Virginia

Ghislanzoni Manuela

D’ Angelo Lucia

Pellegrino Francesca

Somaini Silvana

La collaboratrice scolastica

Battista Nunzia

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