Non ci saranno state le mamme a occupare le prime file con la borsa, i papà con il cellulare pronti a riprendere o i nonni lì in fondo alla sala con gli occhi lucidi, ma il “Piccolo Principe” messo in scena dalle seconde della Scuola Primaria “Corridoni” di via Sinigaglia è di quelle capaci di uscire dal freddo schermo di un pc per entrare dritta nel cuore.
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A raccontarlo la maestra Mira Bianchi che, con la collega Martina Ceruti e gli alunni della seconda A e della seconda B, hanno dato vita a questa piccola magia di fine anno scolastico.
“Da quando abbiamo iniziato con la didattica a distanza, ogni settimana avevamo ideato un appuntamento in cui raccontare ai nostri bambini il Piccolo Principe attraverso una pagina illustrata e un audio da ascoltare – racconta la maestra Mira – l’avevo chiamato ‘Il filo rosso della storia’ perché si è dipanato come un gomitolo in queste settimane tenendoci uniti”.
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“Per le attività di educazione artistica, ho poi invitato i bambini a travestirsi da uno dei personaggi del racconto a loro scelta – prosegue la maestra – e da lì, a poco a poco, è nata l’idea di mettere in scena uno spettacolo utilizzando la piattaforma Zoom”.

Scelte le parti, creati i travestimenti e accesi i pc, ecco che stamattina sono andati in scena il Piccolo Principe, la sua rosa, la volpe e tutti gli altri personaggi del racconto di Antoine de Saint-Exupéry che incanta da più di mezzo secolo grandi e bambini.
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Ma perché proprio il Piccolo Principe?
“Volevamo dare loro un amico in cui riconoscersi, un ragazzino che si trova da solo in una terra quasi disabitata alla ricerca di un amico, una metafora del periodo che stavamo vivendo”, spiega. Un modo delicato e poetico per far riflettere i bambini sul valore del tempo, dell’avere cura di qualcuno come il Principe fa con la sua rosa, di addomesticare e essere addomesticati all’amore come la piccola volpe, del trovare la bellezza nascosta nelle piccole cose.
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“Noi insegnanti abbiamo provato a riempire di belle cose uno spazio che era vuoto – dice la maestra – e questi mesi che per qualcuno sono stati tempo perso, per noi sono stati l’occasione per imparare qualcosa di diverso”.
Il gomitolo rosso si srotolerà attraverso l’estate fino a settembre, quando le maestre sperano di poter riproporre dal vivo lo spettacolo.




























