Pareva l’occasione migliore per arrivare a un’intesa. L’assenza degli avvocati avrebbe dovuto rendere il clima più informale, conciliante, senza linguaggio giuridico, senza la trincea delle perizie, della fonometria.

Non è andata così: ci sono due ragioni che non riescono a fare sintesi. Non è la prima volta che le parti si incontrano senza legali. Probabilmente è l’ultima, anche perché la prossima udienza sul caso di Piazza De Gasperi – che da cinque anni vede contrapposto un residente agli esercenti di zona – è in programma il prossimo 12 luglio.

La vicenda è nota a tutti, il braccio di ferro è – viste fallire le mediazioni del Comune – approdato in tribunale.
Il residente invoca il diritto alla salute, contestando una piazza dove la vita serale e notturna rendono impossibile il riposo, gli esercenti invocano il diritto al libero mercato nei mesi della città turistica.
PER APPROFONDIRE:
“Io, residente e proprietario in piazza De Gasperi. Sentenza giusta. Le colpe sono politiche”

Il procedimento in tribunale va avanti ma in via cautelare (cioè provvisoria, in attesa della sentenza di merito), esattamente due settimane fa, il giudice ha disposto, tra le altre cose, lo stop all’attività esterna dei locali alle 23 (qui i dettagli).
PER APPROFONDIRE:
Piazza De Gasperi, il legale degli esercenti: “Le perizie non vanno, troppe contraddizioni”

Oggi tre ore di vertice tra le parti, dalle 17 alle 20. Nessuna intesa raggiunta. Gli esercenti hanno proposto la riduzione delle sedie (da 244 a 190) tra le 23 e mezzanotte in cambio, appunto, di un’ora in più inoltre si sono detti disponibili a ridurre le sedute anche di giorno. Per ragioni diverse non è stato possibile arrivare a un punto di mediazione.
PER APPROFONDIRE:
Lettera del residente: “Io solo e linciato. La mia verità”

Se il residente e i suoi legali hanno, legittimamente, scelto il basso profilo trovando prima nel Comune e oggi nel Palazzo di Giustizia i luoghi dove aprire il dibattito, caso diverso è per Carmine Giuliani, portavoce degli esercenti della piazza che anche oggi attacca.

COPRIFUOCO IN PIAZZA DE GASPERI: TUTTI I RACCONTI
“Gli affari sono calati del 30% – sostiene – dal giorno del coprifuoco. La gente sa che bisogna lasciare presto i locali e prenota meno. Ho dovuto mandare via due part-time del fine settimana. Presto farò altrettanto con un full-time e altri collaboratori, i clienti non capiscono, si lamentano. E’ un problema di libertà”.