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Crans Montana: “Dall’Italia processo e caricature contro la Svizzera ma ogni giorno qui 100mila frontalieri”

Un elenco di tragedie italiane, elencate puntigliosamente quasi a dire che se la Svizzera in queste ore piange per l’immensa tragedia di Crans Montana, l’Italia non può fare morale e farebbe meglio a contare i proprio morti. Da un lato l’editoriale pubblicato dal Giornale del Ticino, dall’altro la Lega dei Ticinesi aizzano le polemiche tra i due Paesi, mentre ancora il conto delle vittime non è ufficiale.

Scrive, ad esempio, il Giornale del Ticino: “In ciò, duole il dirlo, non pochi tra i colleghi italiani che vanno per la maggiore e non pochi tra i loro sguaiatissimi opinionisti un tanto il chilo: “Questi svizzeri con la loro aria di superiorità”, “Questi svizzeri che hanno un sistema peggiore del nostro perché il loro è molto improntato sull’assicurazione/risarcimento e non sulla prevenzione come (succede con) le nostre Aziende sanitarie locali”, “Questi svizzeri sempre perfettini”, “Si pensa sempre alla Svizzera come un luogo sicuro, ed invece le “cose” succedono anche da loro”, “Questi svizzeri che dovranno cambiare gli “standard” della sicurezza”, “Questi svizzeri che anche durante la conferenza-stampa si sono autocelebrati e complimentati a vicenda”, ed ancora gli apodittici “Dove erano gli estintori? Dove erano le vie di fuga? Dove erano le autorizzazioni? Da noi ci sono precisi obblighi di legge”; il tutto visto ed udito in programmi televisivi da reti nazionali italiane, purtroppo nell’assenza di contestuale replica da parte degli interlocutori in collegamento”.

Poi ecco una sorta di controelenco in una sorta di sfida tra numero di morti: “Evitando di trascendere in repliche fuori tono, magari con il ricordo di vicende da cui la Penisola è stata funestata e lì con gravissimo concorso delle autorità (Vajoint, Rigopiano, viadotto “Morandi” a Genova, quella discoteca a Corinaldo sopra Ancona, funivia del Mottarone: si va a rapida memoria), sarebbe bastato il dire che le regole, sul territorio della Confederazione elvetica, sono stringenti e sistematicamente adeguate anche – sì, anche – sulla scorta di drammatiche esperienze”.

E ancora: “Prima ancora, di fronte a chi straparlava a colpi di stereotipi e di conoscenza personale limitata all’ ‘Oh, io sono stata una volta a…’ (sottotitolo: “Dunque sono competente e titolata a pontificare sulla Svizzera e sui suoi sistemi”), sarebbe stato necessario il richiamo all’essere umani ed al non anteporre l’ego – di più, in forma di presunta autorevolezza – al dramma nella sua dimensione e nella sua violenza. Peccato”.

Come si accennava, anche la Lega dei Ticinesi – come riporta Tio.ch – anche il fronte politico elvetico non ha risparmiato attacchi all’Italia: “A differenza di tutti i Paesi malauguratamente coinvolti in questa tragedia che ha colpito la collettività tutta, in Italia una parte dei media ha trasformato quel dolore in un processo pubblico contro la Svizzera. Un attacco ingiusto, gratuito, costruito su caricature e pregiudizi. A questo diciamo con chiarezza: basta”.

“I fatti contano – prosegue la Lega dei ticinesi – Nel 2024 circa 15.000 italiani hanno scelto di trasferirsi qui. Ogni giorno quasi 100.000 frontalieri lavorano in Svizzera, grazie a un sistema che funziona, a istituzioni solide, a regole chiare. Se la Svizzera fosse davvero come viene dipinta in certe polemiche, tutto questo non accadrebbe”.

Il tutto per concludere che la Confederazione “è nota per la sua serietà e affidabilità; tuttavia, nella tragedia di Crans-Montana si è verificato un errore che ha avuto conseguenze drammatiche. Il Ticino è un territorio che produce lavoro, sicurezza, prospettive. Noi li difenderemo senza complessi: difenderemo le nostre regole, la nostra autonomia, la nostra reputazione. Non accetteremo lezioni da chi usa le tragedie per fare audience, per chi rimesta nel torbido in barba al rispetto e al cordoglio che le vittime e le loro famiglie meritano. Continueremo a lavorare perché il Ticino resti forte, competitivo e rispettato”.

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