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Digitalizzazione in provincia di Como 1.100 progetti per 35milioni, Butti: “E ora serve un altro grande cambiamento”

Oggi a Milano il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e ANCI hanno incontrato i Comuni della Lombardia per fare il punto sull’impatto delle misure PNRR dedicate alla trasformazione digitale della PA e confrontarsi sul futuro e la sostenibilità del processo di trasformazione digitale. Rappresentanti di istituzioni nazionali, regionali e locali hanno dialogato su scenari, dati ed esperienze concrete. Intervenuto anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sen. Alessio Butti. “Dopo gli anni del PNRR – le parole di Butti – nei quali abbiamo costruito infrastrutture, piattaforme e servizi, oggi dobbiamo guardare alla stagione successiva: quella del consolidamento, dell’utilizzo effettivo e dell’innovazione continua.

In questi anni il Dipartimento per la trasformazione digitale, che ho l’onore di guidare, ha lavorato letteralmente a tappeto su tutto il territorio nazionale. Abbiamo coinvolto quasi 17 mila pubbliche amministrazioni, tra cui Comuni, scuole e strutture sanitarie, raggiungendo molti target PNRR in anticipo rispetto alle scadenze.

Tutti i Comuni italiani sono stati interessati da almeno una misura di digitalizzazione. In molti casi – prosegue il Sottosegretario – abbiamo registrato tassi di adesione altissimi: Cloud, PagoPA, PDND, app IO, SEND, Identità digitale. Tutte queste infrastrutture nazionali sono state portate dentro i processi locali. Sono sigle che noi conosciamo bene, ma che per i cittadini vogliono dire scuola, anagrafe, welfare, notifiche, tributi, mobilità, accesso agli atti“.

La Lombardia conferma questa dinamica. Sono infatti circa 10 mila i progetti finanziati, per un valore complessivo di 374 milioni di euro, con il 91% dei progetti già completati e liquidati. Il 97% dei Comuni lombardi ha migrato in cloud, il 96% è sulla PDND, l’82% è su SEND e l’81% ha rinnovato il proprio sito istituzionale secondo il modello promosso dal Dipartimento.

Dettaglio provincia di Como: 1.100 progetti finanziati, per un valore totale di 34,6 milioni di euro con il 95% dei progetti già completati e liquidati Ora che il PNRR si avvia alla conclusione è necessario proseguire in questa direzione. “Pensiamo al post-PNRR dal primo giorno e l’abbiamo costruito come l’inizio di una nuova politica ordinaria per l’innovazione dei territori – spiega Butti. Le priorità sono chiare: collaborazione, innovazione, continuità e competenze. Il PNRR ci ha insegnato che la trasformazione digitale dei Comuni funziona quando il Comune non viene lasciato solo. Questo vale soprattutto per i piccoli e medi Comuni, che spesso non possono disporre da soli di tutte le competenze tecniche necessarie. Ora dobbiamo rafforzare gli Uffici per la transizione digitale anche in forma associata, attraverso Unioni di Comuni, Province, Regioni, società in house e convenzioni tra enti. La fase post-PNRR deve trasformare i Comuni in veri produttori di innovazione pubblica, ossia amministrazioni capaci di leggere i bisogni, usare i dati, semplificare i processi e costruire servizi migliori. In questa direzione lancio un’idea: dotare ogni Comune di un vero “gemello amministrativo”, cioè una mappa digitale dei propri servizi, dei propri dati, dei propri flussi e dei propri punti di attrito. Significa – spiega il Sottosegretario – sapere dove nascono le difficoltà, quali dati servono per risolverle, quale amministrazione li possiede e come usarli senza chiedere al cittadino informazioni che lo Stato già possiede. È il principio “once only” applicato alla vita concreta delle persone. Il rischio, dopo ogni grande stagione di investimento, è costruire molto e poi non avere abbastanza capacità per mantenere, aggiornare e misurare ciò che è stato realizzato. Dobbiamo evitare piattaforme attivate ma poco usate, siti conformi ma non aggiornati, servizi online che riproducono la complessità dello sportello, dati disponibili ma non interoperabili. Per questo dobbiamo passare da una logica di rendicontazione a una logica di performance digitale. Non basta misurare quanti servizi sono online. Dobbiamo misurare – continua Butti nel suo intervento – quanto tempo fanno risparmiare, quante informazioni vengono riusate grazie all’interoperabilità e quante procedure vengono davvero semplificate“.

E poi ci sono le competenze. In questi il Dipartimento ha lanciato i Punti Digitali Facili, dove personale formato accompagna i cittadini nell’utilizzo dei servizi digitali. Inoltre il Dipartimento si è avvicinato ai territori e alle amministrazioni locali strutturando sedi lungo tutto il Paese (Bari, Bologna, Firenze, Genova, L’Aquila, Milano, Palermo, Torino, Trento e Trieste), per essere sempre al fianco dei Comuni e delle specificità locali. “In questa fase sarà decisiva anche la Mappa dei Comuni digitaliprosegue il Sottosegretario – realizzata dal Dipartimento insieme ad ANCI. La Mappa ci consente infatti di costruire politiche data-driven, basate sui dati e non sulle percezioni“.

Hanno partecipato alla rilevazione quasi la metà dei Comuni italiani, rappresentativi del 75% della popolazione nazionale. Il valore di una politica basata sui dati è semplice: ci consente di smettere di pensare che tutti i Comuni abbiano lo stesso problema e debbano ricevere la stessa risposta. Ogni territorio ha esigenze diverse – sottolinea Butti – e governare con i dati significa costruire interventi mirati. La Mappa ci aiuta a intervenire sulle infrastrutture, sul cloud, sulla sicurezza, sulla digitalizzazione amministrativa interna, sui servizi al cittadino e sulla governance dell’innovazione. E ci aiuta anche a costruire formazione su misura. Penso all’Accademia dei Comuni digitali, gratuita e rivolta al personale di Comuni, Unioni, Città metropolitane e società partecipate, con oltre 400 ore di formazione” La Lombardia è particolarmente adatta per discutere di tutto questo. Qui si incontrano un tessuto produttivo competitivo, un’elevata qualità della vita, importanti flussi turistici e una popolazione ampia e articolata. “Penso a esperienze come Reg4IAillustra Butti – con la Lombardia capofila sul partenariato dedicato ad ambiente e mobilità sostenibile. L’obiettivo è passare da politiche reattive a politiche anticipatorie, usando i dati per leggere traffico, qualità dell’aria, trasporto pubblico e bisogni dei cittadini. Penso anche al progetto MaaS, che rende la mobilità più semplice, integrata e prevedibile, e al Living Lab sulla mobilità, finanziato con 14 milioni di euro, per sperimentare prototipi e servizi innovativi. E penso infine – conclude il Sottosegretario – all’identità digitale, alla Carta d’Identità Elettronica, all’app IO e all’IT-Wallet, che stanno diventando strumenti essenziali anche per la mobilità intelligente: riconoscimento, accesso, pagamento, documenti e servizi in un unico ecosistema sicuro. Questa è la sfida del post-PNRR: non fermarsi all’infrastruttura, ma trasformarla in valore pubblico. Servizi più semplici. Amministrazioni più capaci. Territori più forti. Cittadini più autonomi. È così che la trasformazione digitale diventa davvero trasformazione del Paese“.

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