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“Due ore di delirio sotto casa, vigili assenti”, videodenuncia della residente contro gli artisti di strada

Nessuno mette in discussione la qualità artistica della performance che ci dicono, peraltro, di assoluto livello. Il punto è la sopravvivenza o, quantomeno, la convivenza dei residenti del centro con gli artisti di strada.

“C’è un gruppo con musica altissima, amplificatori e microfoni all’incrocio tra via Vittorio Emanuele e via Indipendenza” ci segnala una lettrice, con prova video. Poi la denuncia: “Vanno avanti dalle 15, ora sono le 17 passate. Ho chiamato la polizia locale ma nulla. Credete, la musica è altissima”. (Alla fine i performer se ne sono andati verso le 17.30).

Doppia questione. Primo, secondo il regolamento in vigore sull’occupazione di suolo pubblico: “La durata dell’occupazione non può superare 1 ora, al termine della quale l’artista di strada non potrà effettuare ulteriore occupazione ad una distanza inferiore a 200 metri dall’occupazione precedente”. Inoltre “La performance dell’artista di strada non deve essere di disturbo alla quiete pubblica e di intralcio alla circolazione dei pedoni e dei veicoli”.

Proprio alla luce di quest’ultimo passaggio si apre il secondo tema. Il Comune da tempo sta valutando il divieto di amplificazione, il dettaglio è contenuto nell’ultima bozza del Nuovo Regolamento della polizia locale: qui tutti i dettagli.

Lo stesso documento – di cui però da qualche mese non v’è più traccia a Palazzo, quantomeno nel dibattito – prevede una zona offlimits per tutti gli artisti: Centro proibitissimo: “Via gli artisti di strada da Piazza Duomo e tutte le vie attorno”, ipotesi che ha scatenato un confronto duro con gli stessi rappresentanti della categoria: qui.

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