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Eccellenza assoluta a Como: 9 studenti da 7 nazioni per il corso Tecnico Meccanico per migranti

È stata presentata questa mattina, presso la sede di Via Raimondi, la seconda edizione del corso tecnico meccanico per migranti promosso da Confindustria Como nell’ambito del progetto “Un lavoro per tutti”, in collaborazione con Enfapi ComoCSV ComoFondazione SomaschiBCC CRA di Cantù e BCC Brianza e Laghi.

da sinistra Stefano Mariani, Direttore di Enfapi Como, Patrice e Renée, giovani partecipanti al corso, Giovanni Pontiggia, Presidente BCC Brianza e Laghi, Angelo Porro, Presidente BCC CRA Cantù, Gianluca Brenna, Presidente di Confindustria Como, Antonello Regazzoni, Direttore Generale di Confindustria Como, Carlo Alberto Caiani, Direttore Generale di Fondazione Somaschi e Luigi Colzani, Presidente CSV di Como

Il percorso formativo “Basi di meccanica e saldatura”, che comprende anche un modulo dedicato alla sicurezza in ambito lavorativo, ha preso avvio il 16 giugno 2026. Il corso ha una durata complessiva di 60 ore e coinvolge nove giovani migranti attualmente ospiti di strutture del territorio comasco. Tre partecipanti risiedono nella zona di Bizzarone, due nella città di Como e gli altri quattro sono suddivisi tra Albiolo, Binago, Orsenigo e Villa Guardia. Il gruppo presenta fasce d’età differenti: quattro partecipanti hanno tra i 20 e i 29 anni, tre tra i 30 e i 39 anni e i restanti due hanno un’età compresa tra i 40 e i 45 anni. I ragazzi provengono da diversi Paesi, tra cui Pakistan, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Egitto e Somalia.

I ragazzi all’Enfapi di Erba

Giunto ormai a metà del proprio svolgimento, il corso ha già completato la parte dedicata alle basi della meccanica, con un’introduzione alla tecnologia meccanica e al lavoro in officina. Prende ora avvio il modulo dedicato alla saldatura, articolato in due distinti moduli.

Al termine dell’attività formativa seguirà un’azione finalizzata all’inserimento lavorativo dei partecipanti. L’impegno dimostrato dai partecipanti è costante: i ragazzi stanno affrontando il percorso con serietà, puntualità e rispetto nei confronti dei docenti, confermando la validità di un progetto che punta a favorire l’inclusione sociale e professionale attraverso la formazione e il lavoro.

I ragazzi all’Enfapi di Erba

“Oggi presentiamo la seconda edizione di questo corso: significa che la prima ha funzionato e che l’esperienza realizzata ha dato risultati positivi – ha dichiarato Gianluca Brenna, Presidente di Confindustria Como –. Si tratta di un’iniziativa importante sia per le aziende che rappresento sia per gli enti del terzo settore, perché ha costituito un esempio concreto di collaborazione non scontata. Il mondo delle imprese è coinvolto perché crediamo in un progetto di coesione sociale fattore fondamentale per la prosperità delle imprese. Inoltre, questa seconda edizione vede la partecipazione di BCC Brianza e Laghi e BCC CRA di Cantù, due istituti vicini e sensibili alle esigenze della comunità, che ringrazio per il contributo. Il progetto rappresenta quindi un buon esempio di cooperazione ed è una delle declinazioni concrete dell’accordo “Un lavoro per tutti”, inserendosi pienamente in una visione di welfare territoriale, che nasce dalla collaborazione tra imprese, banche, enti formativi e terzo settore. È dentro questa logica che intendiamo proseguire il nostro impegno, convinti più che mai dell’importanza della strada intrapresa”.

“Il corso ‘Basi di meccanica e saldatura’ si inserisce all’interno delle attività istituzionali di Enfapi Como che, oltre all’attività ordinaria, è impegnata su diversi fronti legati a fragilità sociali, emergenze e situazioni di criticità – ha aggiunto Stefano Mariani, Direttore di Enfapi Como -. Si tratta di un progetto importante perché, pur essendo una piccola azione, prevede una continuità e può rappresentare una svolta per i partecipanti. Piccole azioni come questa, se portate avanti nel tempo e da soggetti diversi, possono infatti generare cambiamenti significativi. Un altro elemento fondamentale è il lavoro di rete: essere in molti attorno allo stesso tavolo, con soggetti diversi che sanno collaborare, è ciò che ha reso possibile la nascita di questo progetto. La capacità di fare sistema rappresenta un valore aggiunto e una condizione essenziale per continuare a lavorare insieme”.

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Carlo Alberto Caiani, Direttore Generale di Fondazione Somaschi ha proseguito: “In questo progetto abbiamo scelto di partire da un approccio che consideri i giovani migranti innanzitutto come persone. Si è andati oltre il semplice mandato operativo: lo ha fatto Confindustria Como attraverso percorsi formativi strutturati, contratti regolari e conferme lavorative. Non si tratta solo di ‘manodopera’, ma di ‘opera di mani’. Anche il sistema dell’accoglienza è andato oltre il proprio mandato, così come le comunità che ospitano i minori stranieri non accompagnati. In questo contesto, il lavoro di rete ha rappresentato un elemento decisivo: il CSV ha contribuito a costruire connessioni tra il bisogno del lavoro e la dignità del lavoro”. 

I ragazzi all’Enfapi di Erba

La parola è passata poi a Luigi Colzani, Presidente CSV di Como che ha evidenziato: “Questo corso ha messo in relazione due esigenze diverse ma complementari: da un lato quella dei minori stranieri non accompagnati accolti sul territorio comasco, che al compimento della maggiore età rischiano di trovarsi privi di un percorso strutturato e quindi di disperdersi; dall’altro le esigenze delle aziende, che necessitano di manodopera e che si sono approcciate al progetto con un forte spirito di coesione sociale. In questo percorso sono state coinvolte numerose risorse: una rete variegata di soggetti del terzo settore e il contributo delle banche del territorio, che hanno svolto un ruolo attivo nel sostegno all’iniziativa”.

Un momento della conferenza stampa di questa mattina

“Questo progetto rappresenta una delle iniziative simbolo di quello che il Presidente di Confindustria Como, Gianluca Brenna, ha definito ‘welfare territoriale’: una comunità che si attiva e lavora insieme per dare risposte concrete – ha detto Alessandro Mele, Presidente di Cometa -. Con questo progetto, che rientra nell’ambito dell’accordo ‘Un lavoro per tutti’ vogliamo infatti rispondere a problemi reali che il territorio sta vivendo. È uno dei tasselli di un mosaico più ampio che stiamo costruendo attraverso la collaborazione tra enti diversi e l’obiettivo è quello di continuare ad accompagnare queste persone nella costruzione di percorsi di inserimento e di stabilità sul territorio”.

“Esistono le banche e poi esistono le banche cooperative, oggi sempre più banche di comunità – ha dichiarato Angelo Porro, Presidente BCC CRA di Cantù -. Ogni tanto è utile ricordare ciò che è scritto nel nostro statuto, dove si parla di promuovere la collaborazione nonché la crescita sociale ed è questo il principio che guida anche la nostra partecipazione a iniziative come questa. Dopo averne compreso il significato e la continuità rispetto a un percorso già avviato, non abbiamo avuto difficoltà a dare il nostro contributo. Crediamo sia giusto sostenere chi opera in questo ambito con impegno e continuità e per questo vi ringrazio per averci coinvolto”.

“Due banche del territorio che fanno rete con le associazioni locali per dare risposte educative e formative finalizzate all’occupazione. Lo facciamo perché è scritto nel nostro statuto, ma soprattutto perché è il nostro modo di essere – ha aggiunto Giovanni Pontiggia, Presidente BCC Brianza e Laghi -. Faccio due considerazioni semplici: questo approccio rappresenta un modo concreto per costruire speranza, in particolare verso quei giovani che arrivano nel nostro territorio. Per costruire questa speranza è fondamentale il binomio che ci caratterizza: essere una banca di servizio, al servizio del territorio e delle persone che lo abitano. Sono convinto che le banche di credito cooperativo del territorio continueranno a essere parte attiva di questa iniziativa”.

Al termine della conferenza stampa, hanno portato la loro testimonianza anche due giovani frequentanti il corso, Patrice e Renée, che hanno raccontato con entusiasmo la propria esperienza formativa. Patrice, 23 anni, originario del Camerun, ha parlato della sua passione per il lavoro e della precedente esperienza maturata nel suo Paese, durata circa sette anni, soffermandosi in particolare sull’interesse per le attività di progettazione e realizzazione che sta approfondendo in Enfapi. Renée, 29 anni, originario del Burkina Faso, ha invece evidenziato quanto la formazione sia importante per il proprio futuro professionale, sottolineando il valore dell’opportunità ricevuta e la possibilità di approfondire in Italia un lavoro che sente vicino alla propria esperienza e alle proprie aspirazioni.

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