RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità

Grande adesione allo sciopero dei tassisti a Como: “Contro multinazionali e algoritmi. Una corsa da 10 euro con noi può arrivare a 50 sulle piattaforme. Ecco perché” (Video)

Sciopero nazionale dei taxi oggi 13 gennaio. Così anche a Como dove si è registrata un’ampia adesione da parte della categoria con auto ferme nelle tradizionali zone di sosta: piazza Perretta e la stazione di San Giovanni. I lavoratori del settore sono in agitazione contro le multinazionali private. Perché? Spiegano: “Il Servizio Taxi è un servizio pubblico regolato, con tariffe fissate dal Comune, controlli, obblighi di sicurezza e responsabilità precise verso l’utenza. Oggi questo modello è messo in discussione dall’ingresso aggressivo di multinazionali private, che puntano a sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto”.

Nell’intervista che trovate sotto il vicepresidente dei tassisti di Confartigianato, Eugenio Colzani, spiega come la logica dell’algoritmo sia spietata e regoli le tariffe in base a parametri multifattoriali: “In una serata di pioggia – evidenzia – una corsa da dieci euro con un Taxi regolare può arrivare a costare 50 euro con i servizi delle piattaforme”.

Ed è proprio la pioggia una delle variabili che può far schizzare i prezzi ma ci sono anche scioperi, eventi e urgenze di vario tipo. Ma come si differenziano questi servizi rispetto al tradizionale taxi? “Offrono servizi all’interno degli Ncc ma sia chiarissimo noi non siamo contro gli Ncc ma contro le multinazionali”.

Prosegue la categoria: “Le tariffe del taxi sono trasparenti, fissate dal Comune e uguali per tutti, 24 ore su 24 qualità e sicurezza non possono essere delegate a un’app. li servizio taxi prevede: controlli comunali e di Pubblica Sicurezza, responsabilità diretta del conducente. veicoli autorizzati e verificati coperture assicurative specifiche per il trasporto pubblico Le piattaforme multinazionali, invece, operano con modelli meno controllabili, spesso con operatori senza vincoli locali, e con algoritmi che decidono disponibilità e costi. La sicurezza dell’utente non può dipendere da un software. Il rischio è perdere un servizio pubblico per guadagnare solo speculazione. Se le multinazionali prendono il controllo del settore i prezzi tendono a crescere nel lungo periodo, i profitti finiscono all’estero, non sul territorio si perde un servizio garantito, sostituito da un mercato speculativo si apre la porta ad abusi e sfruttamento nel lavoro”.

E ancora: “Non è progresso, è privatizzazione di un servizio pubblico. Allo Stato chiediamo semplicemente che venga applicata la legge, cioè il completamento della Legge 12/2019 contro l’abusivismo norme che regolino le piattaforme tecnologiche, evitando lo strapotere degli algoritmi
tutela del servizio pubblico taxi, fondamentale per la mobilità urbana”.

Ovviamente nella giornata di oggi sono garantiti i servizi essenziali: corse per le persone anziane o malate e il trasporto verso ospedali e servizi sanitari. Ecco quanto spiegava Colzani intervistato questa mattina:

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo