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Lago di Como, il borgo spopolato dalle case vacanza: “In centro rimasti solo 65 residenti. Stravolta pure la raccolta rifiuti”

Da uno dei gioielli del Lago di Como, Varenna, sulla sponda lecchese, giunge un altro allarme nerissimo sulle conseguenze pesanti del turismo di massa. In più, ecco affacciarsi l’ipotesi di un provvedimento forte: “Numero chiuso per le automobili”, dice il sindaco Mauro Manzoni in una lunga intervista concessa al Manifesto. E non è la sola notizia che viene dal paese-gioiello del Lario, poiché il primo cittadino – citando i riflessi ormai quasi insostenibili dell’overtourism sul piccolo borgo, sceso sotto il minimo storico dei 700 residenti, con soli 65 rimasti nel centro storico a causa dell’aumento esponenziale di case vacanza e b&b – rivela anche che “da fine anno cambieremo il sistema di raccolta rifiuti proprio per l’alto numero di persone che arrivano in giornata e che hanno stravolto anche la raccolta con la popolazione residente ne soffre in termini di vivibilità”.

Tornando al tema del traffico, il sindaco Manzoni – che pure è contrario al numero chiuso per le persone o all’introduzione di ticket sul modello Venezia perché “la bellezza deve rimanere di tutti e non solo di chi ha i soldi” – ha spiegato la sua idea: “Le auto portano smog, inquinamento e rumore. Chi arriva in macchina a Varenna cerca parcheggio in un piccolo comune che ha una disponibilità limitata di posti auto e non vogliamo aggiungerne altri. Stiamo quindi studiando la possibilità di mettere un numero chiuso per le automobili”.

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Infine, anche Varenna segnala il peso dei sociali nell’invasione del borgo: “Dopo la pandemia abbiamo interrotto la promozione turistica, ma i social fanno da amplificatore. Gli influencer hanno fatto conoscere Varenna nel mondo. Ora arrivano in massa inglesi, americani, australiani, russi, giapponesi”.

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