L’Università Statale di Milano (UniMi) sbarcherà negli storici spazi dell’ex Manifattura con un polo dedicato all’area medico-sanitaria. Firmato l’accordo: la prossima settimana la presentazione ufficiale del progetto che trasformerà il cuore della città.
Un nuovo futuro per l’archeologia industriale
Il countdown per la rigenerazione urbana dell’ex Manifattura è ufficialmente iniziato. Dopo anni di attesa e speculazioni, un comunicato ha confermato quella che molti considerano la svolta decisiva: l’insediamento di un distaccamento dell’Università Statale di Milano. L’operazione, definita “intrigante e qualificata”, vedrà l’Ateneo occupare l’edificio principale del complesso, una struttura di immenso valore storico-architettonico oggi tutelata dalla Soprintendenza.
Focus su Medicina e Sanità: i dettagli dell’accordo
Sebbene i termini tecnici della collaborazione verranno svelati solo la prossima settimana, i primi dettagli confermano che l’area di interesse sarà quella medico-sanitaria. Questo inserimento non rappresenta solo un’espansione accademica, ma il motore di un più ampio progetto di recupero che coinvolgerà l’intero comparto di 41.000 metri quadrati.
Subito dopo la presentazione dell’accordo UniMi, si terrà un vertice chiave tra l’assessore Lorena Fedeli e Officine Mak, la società proprietaria e sviluppatrice dell’area.
Dall’asta al recupero: la cronistoria
L’area, situata in pieno centro cittadino, ha vissuto un percorso amministrativo tortuoso. Acquistata nel 2021 da Officine Mak – operatore specializzato nel recupero di aree dismesse – la proprietà è passata di mano all’ottavo tentativo d’asta.
| Dato | Dettaglio |
| Superficie Totale | 41.000 mq |
| Valore Iniziale Asta | Oltre 21 Milioni di € |
| Prezzo di Aggiudicazione | Tra 2,5 e 3,5 Milioni di € |
| Chiusura Attività | 2008 |
Il vincolo della Soprintendenza: cosa verrà conservato
Il progetto di riqualificazione non cancellerà il passato. La relazione della Soprintendenza parla chiaro: l’ex Manifattura è un esempio fondamentale di architettura della produzione in Lombardia, con forti influenze tecnologiche ed estetiche inglesi.
Resteranno in piedi come simboli di memoria storica:
-
L’opificio e la ciminiera (quest’ultima alta ben 78 metri);
-
Gli uffici e il convitto (Palazzo Cambiaghi);
-
Il villino del direttore.
Questi elementi, testimoni di una storia industriale iniziata nel primo Novecento e terminata nel 2008, diventeranno la cornice di un polo tecnologico e universitario moderno, capace di fondere la cultura del lavoro del passato con le sfide scientifiche del futuro.