Immaginate la scena: siete in sella alla vostra bicicletta, la strada è in discesa e, complice la gravità, superate il limite dei 30 km/h. Proprio in quel momento, mentre affiancate un’automobile, si attiva il flash dell’autovelox. Chi riceverà la sanzione?
Questo insolito dilemma stradale è nato a Zurigo, dove una ciclista ha raccontato al quotidiano 20 Minuten – poi ripreso anche dal CdT- di essere stata “fotografata” più volte da un radar installato di recente in una zona con limite a 30 chilometri orari.
«Non pedalo intenzionalmente troppo veloce, ma non ho un tachimetro e in discesa probabilmente ho superato di poco il limite», ha spiegato la donna.
In uno di questi episodi, il flash è scattato proprio mentre la bicicletta stava sorpassando un’auto sulla corsia ciclabile. Un tempismo perfetto che ha sollevato un dubbio legittimo: il sistema potrebbe scambiare i veicoli e multare l’automobilista innocente?
La risposta della Polizia: la tecnologia non sbaglia la corsia
A fare chiarezza sulla vicenda è intervenuto Pascal Siegenthaler, portavoce della Polizia municipale di Zurigo. La risposta per gli automobilisti preoccupati è rassicurante: il rischio di ricevere una multa ingiusta è praticamente nullo.
«Grazie all’assegnazione della corsia e alla precisa posizione di attivazione, il sistema è perfettamente in grado di stabilire quale utente della strada abbia fatto scattare l’impianto», ha precisato Siegenthaler. Sebbene si tratti di situazioni piuttosto rare, la tecnologia dei moderni radar è abbastanza sofisticata da distinguere nettamente i movimenti sulla corsia preferenziale delle bici da quelli sulla carreggiata principale.
In ogni caso, qualora un conducente dovesse ricevere un verbale ritenuto ingiustificato, resta sempre valida la possibilità di contestare la sanzione attraverso le normali procedure previste dalle autorità.
I ciclisti possono essere multati dall’autovelox?
Appurato che l’automobilista non rischia nulla, resta da capire cosa succeda al ciclista che viaggia oltre i limiti. La risposta, in linea generale, è no: non scatterà alcuna sanzione automatica.
I motivi sono principalmente due:
-
Assenza di targa: Le biciclette tradizionali e le e-bike standard (con assistenza alla pedalata fino a 25 km/h) non possiedono una targa. Di conseguenza, risalire all’identità del conducente tramite una fotografia è pressoché impossibile.
-
Mancanza del tachimetro: Anche per le e-bike veloci (quelle che raggiungono i 45 km/h e sono dotate di targa), la multa non è automatica. Come confermato dalla Polizia cantonale di Zurigo alla trasmissione televisiva «Kassensturz», la legge non impone l’obbligo di equipaggiare le biciclette con un indicatore di velocità. Non si può quindi pretendere che il ciclista conosca con precisione la propria andatura.
Attenzione alla sicurezza: quando scatta la denuncia
Tuttavia, l’immunità da autovelox non deve essere interpretata come una licenza di sfrecciare senza regole. I ciclisti sono a tutti gli effetti utenti della strada e sono tenuti a rispettare il codice della circolazione.
Se è vero che il radar non si traduce in una contravvenzione nella cassetta delle lettere, lo scenario cambia radicalmente in caso di incidente stradale. Qualora si verificasse un sinistro, la polizia avvierà un’indagine per verificare se la velocità fosse adeguata alle condizioni della strada e del traffico. Se dovesse emergere una condotta imprudente o pericolosa, le autorità scatteranno la denuncia nei confronti del ciclista.