Solo pochi minuti fa davamo conto della rivoluzione in vista per la Ztl e dei malumori tra i commercianti che, pur condividendo l’obiettivo di rendere il centro storico più vivibile, evidenziavano la mancanza di un confronto preventivo con le categorie interessate.
Lamentele anche sulla limitazione delle consegne – se così fosse confermato – alla sola fascia tra le 6 e le 11 con il rischio di creare forti difficoltà organizzative ai negozi, in particolare a quelli del settore moda che aprono generalmente intorno alle 10.
E il dibattito si è subito aperto. A intervenire è Alessandro Nardone – Coordinatore cittadino Fratelli d’Italia Como.
Ottimizzare l’accesso dei veicoli nella città murata è un obiettivo condivisibile: chi vive o lavora in centro sa perfettamente quanto sia importante trovare un equilibrio tra qualità della vita, sicurezza dei pedoni e necessità delle attività economiche.
Il punto, però, è un altro. Un equilibrio non si costruisce imponendo nuove regole senza un vero confronto con chi il centro storico lo vive ogni giorno, ma attraverso il dialogo, ascoltando residenti, commercianti, artigiani e categorie economiche, valutando insieme le soluzioni migliori.
L’impressione, invece, è che si voglia fare tutto in fretta e furia, più per collezionare qualche bandierina da sventolare in campagna elettorale che per risolvere davvero i problemi della città. Ma non è questa la logica con cui si amministra una comunità.
Como non può essere ridotta a una cartolina. Una città vive se è abitata, se i negozi restano aperti, se i servizi continuano a esistere e se chi lavora può continuare a farlo senza ostacoli sempre nuovi. Se ogni decisione rende più difficile vivere, lavorare e investire nel centro storico, il rischio è quello di accelerarne la desertificazione, trasformandolo progressivamente in un luogo pensato più per chi arriva a fotografarlo che per chi lo abita e lo tiene vivo ogni giorno.
Esistono città che hanno saputo conciliare la tutela del proprio patrimonio con le esigenze di residenti e attività economiche attraverso il confronto e il dialogo. È questa la strada che anche Como dovrebbe seguire.
Le priorità dei residenti sono altre: il costo dei parcheggi, la progressiva scomparsa dei servizi di prossimità, il degrado di alcune aree della città e la necessità di mantenere vivo il tessuto commerciale del centro storico.
Sono questi i problemi sui quali l’Amministrazione dovrebbe concentrare le proprie energie.
Piacerebbe vedere da parte di questo Sindaco lo stesso piglio dimostrato nei confronti di residenti e categorie produttive anche nel contrasto alla microcriminalità e al degrado urbano. Perché la sensazione, ancora una volta, è che sia più semplice colpire chi rispetta le regole e tiene vivo il centro storico che affrontare con la stessa determinazione chi ogni giorno ne compromette sicurezza e vivibilità.
Lo ripetiamo ancora una volta: amministrare non significa imporre, ma ascoltare. Prima di adottare provvedimenti destinati a incidere così profondamente sulla vita del centro storico, il Comune apra un tavolo di confronto con le associazioni di categoria, i residenti e gli operatori interessati.
Solo dal dialogo possono nascere soluzioni capaci di migliorare davvero la qualità della vita senza impoverire ulteriormente il cuore della nostra città.
Alessandro Nardone – Coordinatore cittadino Fratelli d’Italia Como
Sullo stesso argomento interviene anche Stefano Molinari Presidente Provinciale Fratelli d’Italia Como
Ancora una volta il sindaco Rapinese sceglie di annunciare una riorganizzazione della ZTL senza aver prima coinvolto chi il centro storico lo vive e ci lavora ogni giorno.
La proposta presenta diversi aspetti che meritano un serio approfondimento e un confronto con tutte le categorie interessate. Proprio per questo risulta incomprensibile che l’Amministrazione abbia scelto ancora una volta di procedere senza alcuna condivisione preventiva.
Colpisce che anche Confcommercio abbia dichiarato pubblicamente di non essere mai stata coinvolta e di aver addirittura chiesto un incontro al sindaco senza ricevere risposta. Quando perfino la principale associazione che rappresenta il commercio cittadino denuncia la totale assenza di dialogo, significa che il problema non riguarda soltanto il merito delle proposte, ma soprattutto il modo in cui vengono assunte le decisioni.
C’è poi un’altra considerazione inevitabile. Il tema della gestione della ZTL non nasce oggi. È una questione che Como conosce da anni e che avrebbe meritato di essere affrontata fin dall’inizio del mandato amministrativo, non quando il mandato è ormai nella sua fase conclusiva.
Ridurre gli accessi indiscriminati al centro storico è certamente uno degli obiettivi da perseguire, ma non può essere l’unico. Occorre una visione complessiva della mobilità urbana e della logistica delle merci, capace di coniugare la vivibilità del centro con le esigenze di commercianti, artigiani, residenti e operatori economici.
Le decisioni che incidono così profondamente sulla vita della città devono nascere dal confronto con chi ogni giorno affronta queste problematiche, non essere imposte dall’alto.
Como merita una mobilità moderna, efficiente e condivisa. Ma, soprattutto, merita un’amministrazione che ascolti prima di decidere, non che decida e ascolti dopo. È questa la differenza tra governare una città con una visione e amministrarla attraverso annunci e provvedimenti calati dall’alto.
