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Il maxi rogo sul monte di Como, il tempo delle riflessioni e un piano straordinario in 10 punti

Mentre il devastante incendio che ha colpito il Monte Goj è in gran parte spento ma non ancora domato in via definitiva, è il momento delle riflessione sul dopo. E su come agire per arginare i rischi di di situazioni simili. Di seguito gli interventi di Pd e Europa Verde.

Pd: le parole di Francesco Finizio e Luca Gaffuri

Vedere il nostro Monte Goj ferito e avvolto dalle fiamme fa davvero male — dichiara Francesco Finizio — Per noi che viviamo a ridosso di questa splendida zona e che da anni ci battiamo, dentro e fuori le istituzioni, per la riqualificazione e la cura di questo patrimonio, assistere a questo disastro è un colpo durissimo”, aggiunge Gaffuri da sempre residente nel quartiere di Albate. Un ringraziamento profondo e commosso va, prima di tutto, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, ai numerosi volontari, alla Polizia Locale, ai Carabinieri e a tutte le forze dell’ordine per il lavoro straordinario e incessante svolto giorno e notte fin da giovedì. Un encomio speciale va ai Vigili del Fuoco che, nella drammatica notte tra giovedì e venerdì, sono entrati coraggiosamente a terra, tra le fiamme, per domare il rogo e proteggere le nostre case”.

Finizio e Gaffuri esprimono poi vicinanza alla comunità locale e ricordano il percorso fatto sul territorio: “Vogliamo esprimere tutta la nostra profonda vicinanza ai residenti dei quartieri di Lora, Albate e Muggiò, la comunità in cui noi stessi viviamo insieme alle nostre famiglie e che in queste ore ha dimostrato una dignità e una solidarietà commoventi. Da parte nostra, il livello di attenzione è sempre stato altissimo: sin dal nubifragio del luglio 2023 che aveva provocato la caduta di circa 6.000 piante, abbiamo promosso numerose azioni istituzionali e partecipate assemblee pubbliche con i cittadini e gli esperti per analizzare il rischio idrogeologico e d’incendio per l’accumulo da allora di legname mai completamente rimosso “.

“Ci sarà tempo per fare tutte le valutazioni del caso sulle responsabilità di quanto accaduto – precisa Finizio – però ora c’è un’altra forte preoccupazione: il rischio che piogge intense, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, devastino i luoghi immediatamente a ridosso del Monte Goj e della zona della Valbasca in questo nuovo e ancora più fragile scenario. Chiediamo quindi con forza a tutti gli enti competenti interventi urgenti per mettere in sicurezza tutta la zona, evitando un secondo disastro per la Valbasca e per le case di Albate ai piedi del monte”.

“Grazie alla preziosa e costante attività in Regione del consigliere regionale Angelo Orsenigo — chiosa infine Gaffuri —, siamo riusciti a ottenere nei mesi scorsi uno stanziamento di fondi regionali di 440 mila euro in favore del Parco della Spina Verde per il ripristino dei luoghi. Come ha già chiesto lo stesso Orsenigo, serve subito un tavolo d’urgenza per rimodulare il progetto del Parco e capire come utilizzare al meglio questi fondi, dato che gli interventi previsti per il prossimo ottobre non sono più adatti alla situazione attuale.

Elisaberta Patelli (Europa Verde/AVS): “Dopo l’incendio del Monte Goj fare chiarezza e costruire subito la prevenzione per il 2027”

Il grave incendio del Monte Goj impone di interrogarsi non soltanto sull’emergenza e sullo spegnimento. Le cause e le varie responsabilità dovranno eventualmente essere accertate nelle sedi competenti. Riteniamo però necessario porre alcune riflessioni su quanto accaduto e una proposta in futuro.

Il Regolamento regionale n. 5 approvato da Formigoni nel 2007, e tuttora vigente, stabilisce in toto come gestire e come tagliare i boschi.

La Provincia di Como è il soggetto di riferimento per il servizio antincendio boschivo AIB sul territorio della Spina Verde e nel 2024 ha affidato, per oltre 26.000 euro, la redazione di un Piano Locale Antincendio Boschivo. Nel 2026 Regione Lombardia ha inoltre attivato nuovi finanziamenti AIB destinati non soltanto a mezzi, attrezzature e funzionamento delle squadre, ma anche ad opere e interventi per una migliore difesa del territorio dagli incendi.

La domanda è dunque inevitabile: cosa prevedeva il Piano Locale AIB per Spina Verde, Monte Goj e Valbasca? Quali interventi erano programmati e quanti effettivamente realizzati prima dell’incendio? La domanda riguarda non l’acquisto di strumenti bensì gli interventi mirati , cioè la riduzione del combustibile vegetale, il miglioramento dell’accessibilità delle squadre antincendio, la garanzia di tracciati antincendio e la predisposizione di punti di approvvigionamento idrico. E’ ben che necessario che Provincia e Parco facciano il punto e rendano pubbliche le informazioni in merito.

Quanto accaduto deve però far scattare un controllo ben più ampio. Il problema non riguarda soltanto Monte Goj e Baradello, ma l’intero sistema delle colline boscate di Como, soprattutto dove il bosco entra in contatto con abitazioni, strade e infrastrutture.

Proposta di Europa Verde/AVS: Un Piano straordinario antincendio 2027 per le colline di Como

Chiediamo a Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Como e Parco Spina Verde di predisporre entro l’inverno un Piano straordinario AIB delle colline di Como 2027, pubblico, cartografato e verificabile, con priorità per Monte Goj-Valbasca, Baradello, Cardina, Garzola-Civiglio, Camnago Volta e Prestino. Il Piano dovrà prevedere:

  • mappatura pubblica delle aree a maggiore rischio, con particolare attenzione alle zone di interfaccia urbano-forestale, dove il bosco arriva a ridosso di case, strade e strutture frequentate.
  • gestione continuativa dei boschi: rimozione del materiale morto e della biomassa secca e diradamenti mirati nel rispetto delle caratteristiche del bosco e delle norme regionali;
  • verifica, manutenzione o realizzazione di sentieri e tracciati strategici per l’accesso delle squadre AIB;
  • realizzazione dei punti di approvvigionamento idrico necessari;
  • fasce di protezione opportunamente progettate nelle zone più esposte;
  • sorveglianza rafforzata durante i periodi di massimo rischio;
  • indicazione, per ogni area, pubblica e privata, degli interventi necessari da attuare entro 90 giorni secondo criteri forestali corretti.
  • intervento sostitutivo dell’ente pubblico con recupero delle spese nei confronti del proprietario inadempiente, affiancando a questo obbligo incentivi economici e supporto tecnico.
  • ricorso al volontariato organizzato avente personale adeguatamente formato e assicurato per coadiuvare gli interventi specialistici.
  • proponiamo tempi precisi: entro il 28 febbraio 2027 mappatura delle criticità e comunicazioni ai proprietari; entro il 31 maggio realizzazione degli interventi prioritari; dall’inizio della stagione a rischio, presidio AIB rafforzato.

L’incendio del Monte Goj deve rappresentare uno spartiacque. Serve sapere cosa era stato programmato, cosa è stato realmente fatto e cosa intendiamo fare prima della prossima estate.

La prevenzione non si misura contando i Canadair, elicotteri, pompe, radio e mezzi disponibili quando il bosco sta già bruciando. Si misura soprattutto da quanto territorio siamo riusciti a mettere in condizioni di maggiore sicurezza prima che l’incendio cominci.

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