E’ davvero una tentazione irresistibile il selfie sul lungolago di Como. E nulla o quasi può fermarlo, figuriamoci tre pezzi di metallo impilati uno sull’altro per circa un metro e 20 d’altezza. Cioè nemmeno quanto serve per togliere la visuale sul primo bacino del Lario a un ragazzino.

E infatti, noncuranti delle terrificanti e malconcissime protezioni provvisorie sul ciglio della passeggiata, così come delle mitologiche paratie alzate per un primo test (con annessa manutenzione) lungo il fronte della camminata, le centinaia di turisti che anche oggi hanno scelto Como per una tappa vacanziera o anche soltanto per una gita fuori porta hanno sfoderato macchine fotografiche e ancor più smartphone con annessi bastoni estensibili come se non ci fosse un domani.

Troppo forte l’esigenza di avere una foto sul tanto celebrato ‘waterfront’ del LakeComo e non può essere certo un ostacolo una barriera per l’esondazione che non c’è (al netto delle piogge attese per la prossima settimana, non preoccupanti).

Peraltro, come già si accennava, i tre moduli metallici impilati fino a formare la paratia antiesondazione vera e propria, certo non oscurano la visuale verso la diga foranea, il monumento di Libeskind e la magnificenza del panorama naturale tra lago e montagne.

Dunque, anche nel primo giorno d’autunno, la famosa corsa al selfie è stata servita. E c’è da credere che andrà avanti ancora per molte settimane.