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Centro storico e biciclette off limits: “In una città soffocata dal traffico, con problemi di parcheggio si ostacola la mobilità dolce”

Ospitiamo un altro intervento dopo la delibera comunale che ha sancito la rivoluzione della nuova Ztl con le contestate limitazioni all’utilizzo delle bicilette in diverse vie del centro.

A parlare è Giovanni Frassi, di Svolta Civica: 

A Como, città soffocata dal traffico, con problemi di parcheggio irrisolti, si ricorderà l’amministrazione attuale per avere affrontato il tema della mobilità dolce solo una volta, ostacolandola. Sull’onda emotiva di un presunto investimento della più alta carica cittadina da parte di un irresponsabile su ebike, si è deciso di vietare buona parte della ZTL ai mezzi a due ruote, indistintamente. Non alle bici elettriche sbloccate.Non ai monopattini da MotoGP. A tutti, TUTTI. In una città dove si dovrebbe far di tutto per incentivare l’uso delle due ruote in qualsiasi loro forma, la prima e unica attenzione che viene data alla mobilità dolce, è per ostacolarne l’utilizzo.

Sarebbe troppo chiedere di realizzare, o perlomeno di pensare a delle ciclabili protette, perché si sa, Como ha una forma particolare e la convalle non lascia spazio a fantasie ideologiche a favore delle due ruote. Sarebbe troppo chiedere di pensare a parcheggi sicuri, magari addirittura con colonnine di ricarica per chi ha capito che la pedalata assistita è un’alternativa all’auto.

Sarebbe troppo anche chiedere di promuovere una cultura sull’utilizzo delle bici nelle scuole, promuovere il bike to school, percorsi ciclabili protetti, installare stalli sicuri e protetti all’interno dei cortili dei plessi. Sarebbe troppo, che le scuole si chiudono per l’inverno demografico e sia mai che siano gli investimenti nelle infrastrutture a favore delle bici a garantire il collegamento tra quelle che restano, con tutti i soldi che verranno risparmiati. Sarebbe troppo, chiedere ad un’amministrazione che ha come visione massima un parcheggio a raso per la Ticosa, di incentivare l’uso delle due ruote.

Sarebbe, davvero troppo, per chi considera la mobilità elettrica roba da radical chic e la massima visione di mobilità moderna sia quella di creare stalli per le moto. Sarebbe troppo, per chi aveva l’opportunità di una ciclopedonale che dal lungolago portava a Cernobbio, ma è rimasta una pista per trolley impraticabile, senza segnaletica e senza regole. Non è troppo però, chiedere di non imporre ciechi divieti. Perchè le bici sbloccate sono un pericolo, ma c’è già una legge che le punisce, senza bisogna di assurdi divieti su tutta la ZTL.

Perchè le bici a pedalata assistita possono comunque andare troppo veloce, ma si potrebbe proporre in alcune vie del centro di vietare, ad esempio, l’uso del motore, senza vietare anche ai bambini di pedalare nell’unica area sicura della città. Perché in una città dove le bici non hanno mai nessun riguardo, privilegio, via preferenziale, è assurdo pensare che l’unico cambiamento in tal senso, sia peggiorativo. Perché prima di regolamentare l’utilizzo anarchico di bici e affini, forse bisognerebbe pensare a come agevolarne l’uso nei giusti spazi e modi.

Se solo, al posto di camminare distratto dal cellulare, si fosse accorto che stava arrivando una bici

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