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IMMAGINI Piazza De Gasperi: contro il coprifuoco ecco i dehors fonoassorbenti

Ora che è inverno e si gela sembriamo essercene tutti dimenticati, ma prima di riuscire a smaltire il panettone sarà di nuovo primavera e con essa tornerà a tutti la voglia di sedersi ai tavolini all’aperto dei bar (e non solo, come adesso, agli accaniti fumatori stretti intorno a qualsiasi cosa emani calore), tornerà la musica e tornerà la voglia di fermarsi a chiacchierare fino a tardi. La aspettiamo tutti, la primavera.

Tutti tranne uno: il residente di piazza De Gasperi che l’anno scorso, solo come un moderno David contro Golia (non uno, in realtà, ma ben quattro. Quanti sono i locali che si affacciano sulla piazza) è riuscito a scatenare la madre di tutte le battaglie contro la movida (e relativo rumore). E a vincerla. Con un risultato per nulla scontato che, dopo numerosi tentativi di mediazione falliti, ha visto un giudice del Tribunale di Como accogliere le sue istanze e decidere di zittire completamente la piazza alle 23.

GALLERY, SFOGLIA IL PROGETTO

Le polemiche che ne sono seguite sono cosa nota, così come lo sfogo di Carmine Giuliani (portavoce degli esercenti della piazza), che a settembre ha dichiarato un calo del 30% degli incassi.

Una vicenda pronta a ripetersi tra pochi mesi non fosse per un possibile uovo di Colombo già calato, a onor del vero, dai titolari dei locali a giugno, come estremo tentativo di mediazione: i dehors fonoassorbenti.

Dopo una prima proposta sottoposta alla Commissione Paesaggio del Comune (che aveva chiesto chiarimenti tecnici), stamattina il progetto definitivo è stato presentato in Comune dall’architetto Davide Adamo (che, con il collega Piero Mazzoli, ha avuto l’incarico di studiare una possibile soluzione) nel corso di un incontro riservato a cui erano presenti l’assessore Marco Butti, il dirigente all’Urbanistica Giuseppe Ruffo, alcuni tecnici comunali e due degli esercenti della piazza. Obiettivo: chiarire i passaggi necessari per arrivare a una rapida approvazione del progetto per inaugurare i dehors entro la primavera (salvando così, di fatto, la prossima stagione turistica e in teoria tutelando la quiete dei residenti).

Ma concretamente, di cosa si tratta? Di quattro “verande” in metallo (una per ogni locale della piazza), realizzate con lo scopo di contenere il rumore prodotto dai clienti seduti ai tavoli grazie a un tetto di vetro ombreggiato da tende fonoassorbenti, a cui si aggiunge una parete vetrata laterale per proteggere ulteriormente dal rumore le abitazioni adiacenti.

La tanto criticata pavimentazione in pietrisco non verrà invece sostituita perché, benché non bellissima né pratica, ha un discreto valore fonoassorbente ma verrà interrotta solo da alcuni vialetti di servizio in porfido. Il progetto, che ha già ricevuto parere favorevole dalla Soprintendenza, dovrà ora semplicemente ottenere le necessarie autorizzazioni del Comune per poter vedere, finalmente, la luce (anche se nessuno si è sbilanciato sui tempi).

Con questa soluzione, che comporta oltretutto una riduzione della superficie disponibile per i tavolini di quasi il 30%, glie esercenti sperano di poter soddisfare le richieste di tranquillità del vicino e di evitare la chiusura alle 23 che continua a pendere, come una spada di Damocle, sulla testa dei locali della piazza.

Tutto bene? Quasi. Resta da capire come reagirà il vicino a questa novità e quanto incideranno, sulla rumorosità della piazza, i capannelli di persone che normalmente si intrattengono a chiacchierare senza sedersi ai tavoli dei locali (quindi al di fuori dei futuri dehors).
Non resta che aspettare l’estate. E incrociare le dita.

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