Il mercato immobiliare turistico italiano conferma la sua ottima salute alle soglie dell’estate 2026. Secondo gli ultimi dati analizzati dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, la seconda parte del 2025 ha visto una crescita diffusa dei prezzi sia per le località marittime (+1,6%) sia per quelle lacustri (+1,4%) , spinte da una domanda interna solida e da un interesse sempre più forte da parte degli acquirenti stranieri.
Tra le mete più ambite spiccano i grandi laghi del Nord Italia, diventati veri e propri rifugi di pregio sia per i vacanzieri sia per chi cerca un investimento sicuro.
Il focus sui laghi: il Lago di Como in crescita
I laghi italiani si confermano protagonisti del mercato immobiliare. Sebbene il Lago di Garda guidi la classifica generale con un +2,0% (grazie alla sponda veronese che vola a +4,0%) e il Lago d’Iseo registri un solido +1,9% , il Lago di Como si attesta come una delle realtà più dinamiche e affascinanti, chiudendo il periodo con un +1,4% complessivo.
L’analisi dettagliata del Lago di Como mostra un mercato a due velocità tra le sue sponde principali:
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Sponda Comasca (+1,9%): È la sponda che mette a segno la performance più brillante della provincia. L’appeal internazionale di Como e dei suoi borghi iconici continua a spingere al rialzo le quotazioni.
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Sponda Lecchese (+1,0%): Registra una crescita più contenuta ma costante. La sponda di Lecco si conferma una scelta strategica, spesso preferita da chi cerca un ottimo compromesso tra la bellezza del paesaggio e prezzi leggermente più accessibili rispetto alla sponda occidentale.
Proprio l’alto livello dei prezzi raggiunto nelle località più blasonate sta alimentando un nuovo trend: lo spostamento della domanda verso i comuni minori o limitrofi, dove è ancora possibile acquistare immobili con budget più contenuti.
Chi compra la casa vacanza in Italia? L’identikit dell’acquirente
Nel panorama nazionale, l’acquisto della casa vacanza rappresenta il 6,7% delle compravendite totali effettuate tramite le agenzie del Gruppo. Ma qual è il profilo di chi investe nel mattone turistico oggi?
Età e stato civile
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Fascia d’età dominante: Il 58% degli acquirenti ha un’età compresa tra i 45 e i 64 anni, una quota in crescita dell’1,7% rispetto all’anno precedente.
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Aumento dei single: Si consolida il trend delle persone single che acquistano una casa per le vacanze, passando dal 16,2% al 17,9% del totale. Le famiglie restano comunque la maggioranza assoluta con l’82,1%.
La spinta internazionale e lo Smart Working
Gli acquirenti stranieri sono sempre più innamorati del Bel Paese: la loro quota sul mercato turistico è salita dal 15,7% del 2024 al 17,8% del 2025.
Tra le curiosità rilevate dall’analisi spicca un forte incremento di acquirenti polacchi, attirati dai prezzi competitivi del mercato italiano rispetto ad altre zone europee e dalla ricerca di stabilità. Molti dei nuovi acquirenti internazionali sono famiglie giovani che sfruttano i vantaggi dello smart working o pensionati che scelgono di trasferirsi in Italia per diversi mesi all’anno.
Trilocali e vista acqua: le tipologie immobiliari più cercate
Cosa cercano esattamente i buyer sul mercato turistico? La priorità assoluta va agli immobili dotati di vista lago o vista mare, con spazi esterni vivibili (come terrazzi o giardini) e situati in posizioni comode rispetto ai servizi o alle spiagge. Gli stranieri, invece, tendono a preferire soluzioni più defilate, privilegiando la privacy, la tranquillità e la vicinanza a strutture sportive o scuole.
A livello di layout, le preferenze si dividono così:
| Tipologia Immobile | Quota di Mercato (2025) | Trend rispetto al passato |
| Trilocale | 32,2% |
La soluzione più richiesta in assoluto. |
| Soluzioni indipendenti/seminindip. | 27,9% |
In leggero ridimensionamento rispetto a un anno fa. |
| Bilocale | 23,5% |
Rimane una scelta solida per budget intermedi. |
| Quadrilocale | 10,0% |
Destinato a famiglie numerose o esigenze specifiche. |
Liquidità o finanziamento? Come si paga la casa vacanza
La stragrande maggioranza degli acquisti di case vacanza in Italia avviene ancora utilizzando il capitale proprio (85,8%). Tuttavia, gli ultimi dati mostrano un leggerissimo incremento di chi decide di ricorrere a un mutuo bancario per finanziare l’operazione, quota che è passata dal 13,8% al 14,2%.