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Como, addio all’asilo nido: “Trent’anni di coccole, giochi e conquiste. Ma il seme continuerà a fiorire in ogni bimbo”

L’asilo nido Magnolia dice addio, dopo trent’anni, ai bambini e famiglie con uno striscione apparso oggi sulla facciata verso viale Rosselli. “Trent’anni di coccole giochi e conquiste – si legge infatti a caratteri cubitali su un lenzuolo pieno di colori – Questo nido chiude le sue porte ma il seme che abbiamo piantato continuerà a fiorire in ogni bambino”.

“Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”, è invece il messaggio che il Comitato genitori Como a misura di famiglia ha affidato a una frase attribuita a Cesare Balbo che accompagna l’immagine di questo striscione.

Un addio doloroso, giunto dopo una lunga vicenda iniziata a marzo 2024 con l’annuncio a sorpresa della chiusura fatto dal sindaco Alessandro Rapinese ai genitori nel corso di una riunione tenutasi pochi giorni prima della conferenza stampa di presentazione della Programmazione degli Asili Nido per il due anni successivi (qui tutta la cronaca degli ultimi anni).

Da lì ne era sfociata una netta presa di posizione non solo della dirigente e del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Como Borgovico, ma anche di famiglie, sindacati e di tutti i partiti di opposizione sfociata in un ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato che ne aveva bloccato la chiusura fino all’annullamento della delibera di Giunta arrivata, sempre su decisione del Tar, a fine 2024.

Il nido Magnolia

Una decisione che, però, non ha fermato il sindaco Rapinese che, ospite del consueto appuntamento del venerdì a Etv, aveva annunciato: “Ora ne parlerò bene con l’Avvocatura ma se è così a gennaio vado in consiglio e a settembre lo chiudo. E ringrazio i genitori perché ci hanno fornito tutti gli strumenti per agire. Questo nido per noi deve diventare una scuola materna, punto”.

Una battaglia a colpi di ricorsi che si è poi conclusa, a maggio di quest’anno, con la decisione del Tar di respingere l’ulteriore ricorso presentato dai genitori fino all’addio di oggi che segna la fine di un lungo percorso non solo di chi ha messo energie e risorse al servizio di questa causa, ma soprattutto di insegnanti e bambini che per trent’anni hanno dato vita a questo spazio che ora, stando alle parole del sindaco Rapinese, permetterà quantomeno alla adiacente materna Raschi di ampliare i propri spazi a favore dei più piccoli.

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