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Attualità

Como, La Casa della Giovane rischia di chiudere, Lissi (Dem): “Colpa di Landriscina, ecco perché”

“Il Comune di Como deve dimostrare di avere un piano chiaro e concreto per tutelare la Casa della giovane di Como. L’associazione ora rischia di chiudere”, così denuncia Patrizia Lissi, consigliere comunale del Partito Democratico.

Spiega la consigliera: “Dal 2014 al 2017, la collaborazione tra Giunta Lucini e associazione è stata decisamente positiva. Quest’ultima beneficiava infatti di un accordo di comodato d’uso gratuito per la struttura di Ponte Chiasso – spiega Lissi – Il contratto è però scaduto nel 2018. Una volta insediatasi l’attuale giunta, l’associazione ha tentato di rinnovare l’accordo e solo nel 2019 i referenti della comunità sono stati convocati a Palazzo Cernezzi con l’offerta di un contratto di locazione, accettata ma che mai si è concretizzata. Passano altri due anni e solo recentemente, nel settembre del 2021, il Comune ha chiesto ai referenti della Casa della Giovane di passare a un modello di housing sociale: un cambiamento impossibile visto il tipo di struttura e una richiesta che tradisce la scarsissima conoscenza delle realtà del territorio”.

E conclude puntando il dito contro il sindaco di Como, Mario Landriscina: “Come se non bastasse, nell’estate del 2021, Regione Lombardia ha pubblicato sulla piattaforma di Aria Spa un bando per l’affidamento del servizio di accoglienza di minori. Uno dei requisiti fondamentali per partecipare? Un contratto di locazione o di comodato d’uso. La Casa della Giovane non ha né uno né l’altro per colpa dell’amministrazione Landriscina e quindi viene tagliata fuori dal bando, come la maggior parte delle comunità per minori comasche. Così il lavoro, frutto di impegno, di fatiche, di anni di volontariato viene messo a repentaglio, come se niente fosse – conclude Lissi che si rivolge direttamente al Comune di Como per avere delle risposte – Cosa ne sarà degli ospiti? Ci saranno licenziamenti? Che programmi immediati ha questa amministrazione per evitare la chiusura della Casa della Giovane?”.

5 Commenti

  1. Ok, ma i dirigenti comunali devono rispondere ad un assessore che, si spera abbia una vaga idea di come si debba procedere.

  2. Potrebbe mancare la volontà politica e qui ha ragione la signora Luisa.
    Ma se fosse la solita palla rimbalzante tra dirigenti comunali?

  3. E dajè….. Anche la sempre sorridente Patrizia dà la colpa al nostro “buon” Sindaco che probabilmente non sa neppure che esiste l’Associazione Cattolica Internazionale al Servizio della Giovane. Figuriamoci se sa che l’Associazione era titolare di un contratto scaduto di comodato d’uso di un immobile comunale a Ponte Chiasso e della proposta non formalizzata di un contratto di locazione sempre per lo stesso locale. Adesso povero “buon” Sindaco cercherà di avere delucidazioni dallo Splendido Assessore al Patrimonio. Sempre che riesca a trovarlo, ovviamente, e sempre che sia in grado di fornirgli delle giustificazioni sensate e non surreali come al suo solito.

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