Sul tema del Verde cittadino, stimolata dal caso degli orti sociali di Rebbio emerso in questi giorni, una lettrice segnala la situazione di viale Varese, strada in cui vive, e più nel particolare quella dei giardini sotto le mura. Un’ampia selezione di foto e un testo raccontano lo stato di degrado:

Sollecitata dalla lettura degli articoli sugli orti sociali… E sul Verde cittadino, non posso esimermi dal portare all’attenzione della Amministrazione comunale, quale residente della zona, la situazione in cui versano i giardini di Viale Varese e non tanto per l’evidente arsura del diradato praticello esistente, bensì per la trasandatezza con la quale si presentano. Un vero peccato, anche se gli alberi oggettivamene mitigano l’incuria!

Senza, poi, parlare del manto terroso dell’area cani di cui francamente non conosco le modalità e le tempistiche di pulizia (in questo periodo più che mai opportune!). E’ un contributo da “ascoltare”, senza polemica!
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E sempre a proposito del Verde e degli orti in queste ore è intervenuto, con un video, il consigliere regionale e segretario provinciale di Forza Italia Sergio Gaddi. Dice:
Sono in compagnia del mio meraviglioso limone da balcone, lussureggiante, in ottima salute, per commentare la notizia del giorno, vale a dire la decisione del sindaco Rapinocchio insieme al suo assessore al verde Tal Maccabeo di strappare, è il caso di dire, gli orti a dei poveri pensionati, perché secondo loro sono in condizioni di degrado. Degrado gli orti, mentre il verde urbano globalmente in città fa talmente schifo, per usare un’espressione cara al nostro, che potrebbe sembrare dei peggiori bassifondi di Caracas. Ecco, c’è un degrado, questo sì, generalizzato, e loro cosa fanno? Se la prendono con i poveri pensionati, che tra l’altro all’inizio del suo mandato sono stati scacciati anche dalla bocciofila, perché come è noto, le bocce possono creare disturbo. […] Ma la beffa delle beffe sono i nuovi giardini a lago, riconsegnati in una parte definitiva dopo un trionfale passeggiata. […] Andate a vederlo, è stato pubblicato, sono qualcosa di tremendo è della parte riconsegnata, cioè quella che dovrebbe essere a posto, fa pietà e dà proprio il senso di quella tristezza che ti viene dentro come quando sei in certi posti periferici, lontani, con le insegne al neon, le tovagliette di plastica.






































