“Che cosa chiedono di vedere i turisti? I posti più instagrammabili”. Nemmeno 24 ore dopo il reportage – a dire il vero impietoso – del quotidiano La Stampa che parlava di “Lago di Como safari dei selfie” anche il Tg3 Lombardia ribadisce il filone. E cioè quanto pesino oggi, forse più di tesori culturali, missoltini o autentica conoscenza dei territori, le foto da pubblicare sui social per orientare il turismo di massa verso il Lario. Un effetto che (per quanto certamente non da solo), sembra funzionare: nell’introduzione alle interviste è stata infatti sottolineata la stagione d’oro del Lago di Como, con boom di presenze e arrivi, prenotazioni partite sin dallo scorso inverno e già proiettate persino sul 2024, per un tutto esaurito almeno fino a ottobre.
Temi confermati nel servizio dall’intervista a Cristina Zucchi, direttrice di Lario Hotels, che ha ribadito come – in questa estate da record – siano da registrare anche casi specifici come “il ritorno importante dei visitatori australiani e il ritorno, finalmente, dei cinesi”.
Il microfono è passato poi all’accompagnatrice turistica Alice Borla, che ha evidenziato al questione social: “I turisti chiedono di vedere le ville e gli hotel, i posti più instagrammabili. Perché sui social vengono postati alcuni luoghi e loro vogliono ricrearli e riprodurli nei loro social”.