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Una lezione di civismo e poi in 100 pacificamente in piazza: altro che alcol, in Valle sta succedendo qualcosa di inedito

Dopo i manifesti e gli striscioni comparsi nei giorni scorsi a San Fedele Intelvi, continua la pacifica protesta dei giovani in Valle. Nel mirino, come noto, l’ordinanza del sindaco di Centro Valle Intelvi che vieta la vendita di alcolici e alimenti nel comune, in vigore dal 14 agosto al 13 settembre 2026, dalle 23 alle 6 da lunedì al giovedì, il venerdì e il sabato tra l’una della notte e le 6, infine di domenica dalla mezzanotte sino alle 6 del giorno successivo.

Ebbene, dopo i circa 700 manifesti e striscioni affissi in paese, ieri sera un centinaio di giovani residenti e villeggianti si sono ritrovati per una manifestazione contro la nuova ordinanza ulteriormente restrittiva adottata dal Comune di Centro Valle Intelvi. Una partecipazione di massa di ragazze e ragazzi, fatto abbastanza inedito in zona e che certamente segnala la condivisione di ragioni profonde.

​La protesta è cominciata con una lezione di responsabilità e senso civico da parte dei giovani: prima ancora di ritrovarsi in piazza dopo le 23:00, i ragazzi hanno ripulito il paese dagli oltre 700 cartelli che loro stessi avevano affisso appena 24 ore prima.

​”Un gesto concreto, compiuto spontaneamente, a testimonianza di un dissenso che non rinuncia al senso di responsabilità e alla cura del proprio paese”, sottolineano le promotrici.

​Solo dopo aver restituito il paese pulito, la manifestazione, svolta senza disordini, è tornata in piazza, dove i partecipanti sono rimasti fino alle 2:00 di notte: un modo di esercitare diritti fondamentali in una società democratica, dal diritto di manifestare alla libertà di espressione e di pensiero.

​”Manifestare non significa essere contro le istituzioni. Significa poter dire pubblicamente che non si condivide una scelta e chiedere che venga spiegata ed eventualmente rivalutata. Il dissenso pacifico non è un problema di ordine pubblico: è parte della vita di una comunità democratica”, sottolineano ancora le promotrici.

Da un’ordinanza circoscritta a un divieto esteso a tutto il Comune

La nuova ordinanza sindacale n. 66 cambia radicalmente il quadro. Se l’ordinanza n. 63 aveva individuato determinate zone e fasce orarie, il nuovo provvedimento, adottato ai sensi dell’articolo 54 del TUEL, introduce dal 20 agosto al 13 settembre un divieto di consumo di bevande alcoliche, superalcoliche e in bottiglie di vetro esteso all’intero territorio comunale, mentre cittadini e giovani chiedono pubblicamente confronto e alternative.

​”Al contrario di quanto dichiarato dal Sindaco sui social, ci dispiace che non si sia voluto davvero aprire un dialogo, ma che al dissenso sia seguita l’ennesima ordinanza ancora più restrittiva. Chiediamo che cambi il modo con cui vengono affrontati questi problemi: quali fatti concreti rendono necessario un provvedimento di questa portata, e perché, ancora una volta, la risposta sia un divieto e non la costruzione di un’alternativa”, dichiarano le animatrici della protesta.

​”L’articolo 54 del TUEL disciplina un potere straordinario, legato alla necessità di intervenire in presenza di situazioni contingibili e urgenti – rimarcano – Non c’è chiarezza sui motivi di questa ordinanza né sulla sua applicazione: qual è l’emergenza concreta e documentata che oggi giustifica un divieto esteso a tutto il Comune? Perché gli strumenti ordinari e le limitazioni già introdotte pochi giorni prima non sarebbero sufficienti? Il problema sono i fenomeni di illegalità o il consumo di alcol in sé?”.

​”Perché una misura che limita i comportamenti di tutti dovrebbe rappresentare la risposta alle eventuali violazioni commesse da alcuni?”, chiedono ancora.

​C’è poi la domanda su cosa cambierà alla mezzanotte del 14 settembre. “Se il problema è strutturale, non sarà un divieto temporaneo a risolverlo; se è eccezionale, il gruppo chiede che vengano indicati con chiarezza i fatti che lo hanno determinato. Non è una provocazione: è una domanda alla quale una comunità ha diritto di ricevere risposta” è l’osservazione.

​Il gruppo precisa di “non aver mai sostenuto che le regole non debbano esistere, né di voler difendere comportamenti incivili: chi sbaglia deve risponderne. Ma resta sbagliato trasformare comportamenti individuali in una limitazione che riguarda indistintamente un intero territorio e tutte le persone che lo vivono”.

​“Noi non chiediamo semplicemente di togliere un divieto e revocare l’ordinanza. Chiediamo che venga costruita un’alternativa”, continuano le promotrici.

Sindaco in vacanza, Valle in ordinanza

La manifestazione pacifica di ieri non è stata soltanto un «no», secondo chi organizza. È una richiesta: sedersi a un tavolo e costruire soluzioni insieme a giovani, cittadini e commercianti.

​“Vorremmo un confronto che, per il momento, non ci è nemmeno possibile avere direttamente con il Sindaco, che attualmente ci risulta in vacanza, nonostante proprio ieri sia stata adottata una nuova ordinanza che incide sulla vita dell’intero territorio comunale”, concludono le promotrici.

​Il gruppo attende quindi il rientro del Sindaco per poter finalmente aprire il dialogo: “Non con divieti calati dall’alto come unica risposta, ma con un progetto vero per i giovani e per il futuro della Valle”.

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