La lettera inviata a ComoZero da un abituale frequentatore di Bellagio da circa 20 anni continua a tenere banco. Dopo le critiche su quella che, a giudizio dell’estensore, è una sorta di invasione di sedie e tavolini nel centro storico della Perla del Lario, sommata a un traffico giudicato molto pesante, è arrivata la replica del sindaco Angelo Barindelli. Il quale, numeri e provvedimenti alla mano, ha contestato queste obiezioni offrendo un quadro decisamente diverso – e decisamente meno fosco – di quanto accaduto a Bellagio in questi anni di esplosione turistica.
Oggi possiamo offrire il contributo di un altro nome importante per il paese del lago di Como famoso nel mondo. E’ quello dello chef del celebre ristorante Salice Blu, Luigi Gandola, che si sofferma soprattutto sulle cause, ancora prima che sugli effetti, del grande affollamento turistico di Bellagio.

Di seguito il suo contributo (per intervenire con argomentazioni, repliche e lettere firmate la mail è sempre redazionecomozero@gmail.com).
Di sicuro il volume di persone di giorno è davvero elevato ma purtroppo sono 3 i fattori che creano questo problema :
- battelli che scaricano 500 persone alla volta
- i paesi limitrofi che invitano i loro ospiti ad ospitare Bellagio luogo unico (e ci fa molto piacere che sia gettonato) e quindi l’afflusso elevato è quello attuale
- orari dei battelli che portano purtroppo alla gita giornaliera diurna e che non distribuendo il flusso turistico anche nelle ore serali concentrano tutto!
Se si vuole cenare a Bellagio e devi tornare a Como serve un battello diretto alla città alle 10 di sera almeno. Con il servizio navigazione a lunga distanza disponibile anche fino a mezzanotte di sicuro sarebbe più facile distribuire l’affluenza ed avere clienti meno ansia a tuono mentre mangiano perché hanno paura di perdere il battello.
Ringrazio il servizio bus che è molto utile ma spesso non gradito dal cliente alto spendente che visita la Perla del Lago.
