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L’azienda lascia la Lombardia: dai tempi d’oro dei 130 dipendenti ai 17 a rischio (costretti a scegliere)

La EMCO Italia Srl, punto di riferimento nazionale nella produzione di macchine utensili ad alta precisione, ha annunciato la delocalizzazione delle sue attività produttive, con l’intenzione di chiudere la sede in Lombardia di San Giorgio su Legnano entro marzo 2026.

La decisione, comunicata il 13 novembre e resa pubblica dai sindacati Fim-Cisl e Fiom-Cgil, ha causato un immediato stato di agitazione tra i dipendenti. La delocalizzazione EMCO prevede il trasferimento della produzione verso le altre sedi del gruppo a Pordenone e Ovada.

Lavoratori e impatto sul territorio

La chiusura EMCO a San Giorgio su Legnano mette a rischio 17 operai altamente specializzati della linea produttiva, ai quali l’azienda ha offerto la scelta di trasferimento tra le sedi di Pordenone o Ovada. Il personale amministrativo, composto da una ventina di impiegati, è invece tutelato con la promessa di continuità occupazionale nell’area del Legnanese.

  • 17 Operai Specializzati in produzione costretti a scegliere tra Pordenone e Ovada.

  • Impiegati Amministrativi (circa 20) con garanzia di continuità sul territorio.

I sindacati esprimono “preoccupazione e sgomento” per la decisione ritenuta “inspiegabile”, soprattutto considerando che fino a poco tempo fa la situazione aziendale appariva serena. L’addio della EMCO Italia non rappresenta solo un momento delicato per i lavoratori coinvolti, ma anche una perdita significativa per l’industria meccanica del territorio del Legnanese.

La storia industriale: da Padovani a EMCO

La sede di San Giorgio su Legnano ha radici storiche importanti. L’attuale EMCO Italia è nata dall’acquisizione, a fine anni ’90, della storica azienda locale Padovani, specializzata nella tornitura meccanica. Nonostante i precedenti ridimensionamenti nel corso degli anni (da 130 a 50 dipendenti), lo stabilimento era rimasto un centro strategico per la progettazione, vendita e assistenza tecnica di torni e centri di fresatura CNC.

La decisione di disdire il contratto d’affitto e di trasferire anche i macchinari segna la fine di un’importante tradizione industriale nel Legnanese, rompendo la promessa di mantenere il know-how ereditato dalla Padovani.

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