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Lombardia, il maxi ponte da 350 milioni cambia tutto e unisce la regione: da oggi grandissima novità

Il futuro del collegamento tra Paderno d’Adda e Calusco (qui tutte le cronache) è stato oggetto, come racconta Primalecco, di un’audizione in Regione presso la Commissione territorio, presieduta il 26 febbraio 2026 da Jonathan Lobati (FI). L’incontro, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di Rfi, Italfer e dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Claudia Maria Terzi, ha permesso di definire lo stato dell’arte e le tempistiche dell’infrastruttura destinata a superare il fiume Adda sulla linea Carnate-Ponte San Pietro.

Valore strategico e impatto territoriale

L’opera da 350 milioni si configura come un asset determinante per la continuità dello sviluppo nelle aree della bergamasca, del lecchese e della brianza. Secondo il presidente Jonathan Lobati, l’intervento risulta decisivo per connettere l’est e l’ovest della Lombardia, sostenendo la competitività del sistema produttivo e la rapidità degli spostamenti dei residenti. “Il tema dell’attraversamento dell’Adda è strategico per garantire ai territori della bergamasca, del lecchese e della brianza di continuare a crescere. L’opera è strategica per collegare l’est e l’ovest della Lombardia, garantendo alle nostre imprese di continuare ad essere competitive e ai cittadini di muoversi velocemente sul territorio”.

Oltre alla natura tecnica del progetto, la Commissione ha posto l’accento sulla necessità di contrarre i tempi di realizzazione, mantenendo un dialogo costante con le amministrazioni locali. “Serve il massimo impegno per accorciare i tempi, tutto questo mantenendo sempre alta l’attenzione anche sulle istanze sollevate dai Comuni coinvolti”. La nuova struttura sorgerà tra le stazioni di Robbiate e Calusco e sostituirà l’attuale Ponte San Michele, la cui chiusura al traffico è prevista per l’anno 2030.

Soluzioni tecniche e concorso internazionale

Rfi ha confermato la realizzazione di una struttura mista ferroviaria e stradale, che correrà parallelamente al ponte storico risalente al 1889. Le opzioni di tracciato attualmente al vaglio sono due: una variante situata a nord del manufatto esistente e una a sud. Per individuare soluzioni che minimizzino l’impatto sul cono visivo e riducano la necessità di espropriazioni, verrà indetto un concorso internazionale di progettazione.

L’iter prevede l’aggiudicazione del concorso entro il 2026, seguita dallo studio di fattibilità tecnica ed economica (Sfte). Tale fase servirà a valutare le ricadute dirette sui comuni interessati, anticipando un percorso autorizzativo che includerà ulteriori momenti di confronto con il territorio, in continuità con il dibattito pubblico già avviato. In merito al cronoprogramma, è emerso che il completamento dell’infrastruttura non potrà avvenire prima del 2034.

Sostenibilità e analisi dei flussi

L’assessore Claudia Maria Terzi ha ufficializzato l’avvio di un tavolo tecnico per l’elaborazione di uno studio di traffico di area vasta. L’obiettivo è assicurare la sostenibilità trasportistica dell’opera, integrando le osservazioni formulate dagli enti locali e dalle province. “È un’opera complessa e strategica”. Secondo l’esponente della Giunta, l’intervento potenzierà la mobilità su ferro e, attraverso la competizione internazionale tra progettisti, garantirà un inserimento armonico nel paesaggio e una gestione efficiente della viabilità locale.

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