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Lombardia, uffici vuoti contro i licenziamenti della multinazionale: “Diciamo no ai ricatti”

“Sciopero riuscito, uffici vuoti”. Con queste parole Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom-Cgil Brianza, ha commentato l’adesione dei dipendenti della Micron alla protesta indetta contro i tagli al personale.

I lavoratori del colosso statunitense dei semiconduttori si sono ritrovati ai cancelli dell’Energy Park di Vimercate, sede della multinazionale del chip, per manifestare un netto rifiuto ai licenziamenti che l’azienda intende imporre.

La vertenza: dalle uscite incentivate ai “licenziamenti forzati”

Al centro della durissima disputa sindacale vi è la decisione comunicata da Micron al Ministero: la multinazionale ha dichiarato che chi non accetterà le uscite incentivate verrà licenziato. Questa posizione ha innescato l’immediata reazione delle sigle sindacali, che hanno proclamato lo stato di agitazione e quattro ore di sciopero, bloccando ogni attività produttiva e amministrativa.

“Nessun ricatto prima del tavolo a Roma”

Pietro Occhiuto è stato categorico durante il presidio, come riportato da Il Giorno. “Vogliamo chiarire che non accettiamo ricatti, specialmente in vista del nuovo incontro fissato a Roma tra qualche girono”. Secondo il segretario della Fiom-Cgil, la trattativa ha preso una piega negativa: l’azienda, nonostante continui a macinare utili a livello globale, avrebbe ritirato la disponibilità alla ricollocazione interna delle figure coinvolte. Si tratta di un brusco dietrofront rispetto agli impegni assunti negli incontri precedenti, dove la ricollocazione era stata indicata come l’elemento chiave per risolvere la vertenza senza traumi occupazionali.

I numeri della crisi in Brianza e nel resto d’Italia

La riduzione del personale non riguarda solo la Lombardia, ma si inserisce in un piano di efficientamento globale. Ecco i dettagli degli esuberi dichiarati:

  • Esuberi in Brianza (Vimercate): 9 dipendenti.

  • Esuberi totali in Italia: 23 lavoratori coinvolti su un organico complessivo di 548 persone.

  • Sedi coinvolte: Oltre a Vimercate, la crisi tocca le sedi di Avezzano e Arzano.

Secondo Occhiuto, questi tagli sono il frutto diretto di una delocalizzazione verso il Sud-Est asiatico, parte di una strategia di accentramento delle funzioni aziendali.

Il tempo stringe: venerdì scadrà ufficialmente la procedura e, senza un accordo al tavolo romano, potrebbero essere inviate le prime lettere di licenziamento.

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