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Lungolago-viale Geno, mozione e dubbi sulla legittimità dell’incarico per la maxi riqualificazione

Diventa un caso politico la maxi riqualificazione di Lungo Lario Trieste nel tratto compreso tra Piazza Matteotti e Piazza Alcide De Gasperi verso viale Geno. Una mozione di Svolta Civica porta la questione in consiglio comunale.

Al centro del documento l’affidamento del progetto all’azienda affidataria dell’Accordo Quadro per la manutenzione ordinaria e straordinaria strade e servizio neve anni 2025/2027 con AVR Spa incaricata dei lavori di riqualificazione di Lungo Lario Trieste.

Sul tema – secondo Svolta Civica – “Anac ha chiarito che “gli accordi quadro possono essere applicati a tutti i tipi di appalto” precisando però che “ciò non significa che questo sia lo strumento contrattuale più adeguato per tutti i tipi di appalto” e che “l’impiego degli accordi quadro è più idoneo per gli appalti che rispondono a esigenze consolidate, ripetute nel tempo, il cui numero, così come l’esatto momento del loro verificarsi, non sia noto in anticipo”.

E ancora, riporta sempre il gruppo di opposizione nella mozione: “Le prestazioni oggetti di tali servizi devono essere riconducibili ad elementi standardizzati e ripetibili per i quali le stazioni appaltanti non possono predeterminare con certezza il se, quando e quantum delle prestazioni”.

Poi altre motivazioni:

L’intervento di riqualificazione del Lungo Lario Trieste è stato oggetto di approvazione nel relativo DIP in data 30/12/2024 e quindi era ben noto al momento di aggiudicazione dell’accordo quadro avvenuto il 18/6/2025. Manca quindi la condizione del “non essere noto in anticipo”.

Inoltre l’intervento previsto consiste in una “riqualificazione” del tratto di lungolago avendo per oggetto una significativa trasformazione di un’importante porzione della città con il ridisegno di una via, dei marciapiedi e di una piazza con inserimento di elementi di arredo attualmente non presenti.

Tale situazione non pare possa essere ricompresa nella figura di “appalti che rispondono a esigenze consolidate, ripetute nel tempo” (FAQD8) né le prestazioni previste possono “essere riconducibili ad elementi standardizzati e ripetibili” (FAQ D9).

L’affidamento dell’intervento di riqualificazione non pare quindi essere legittimo rispetto alla previsione normativa e alle indicazioni di Anac sugli Accordi Quadro.

Dunque, a seguito di tutte queste premesse, la mozione di Svolta Civica punta a impegnare “Sindaco e Giunta ad assumere un chiaro indirizzo politico attivando ogni opportuna iniziativa istituzionale per il ripristino della piena legittimità dell’azione amministrativa, valutando gli effetti della procedura contestata sull’interesse pubblico e sulle risorse dell’Ente, e riferendo puntualmente al Consiglio comunale sugli sviluppi e sulle eventuali responsabilità da accertare nelle sedi competenti”.

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