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Yoltan e l’odore dei soldi: nell’aeroporto lombardo un tesoro vietato da 6 milioni di euro

L’attività di monitoraggio transfrontaliero presso lo scalo internazionale di Milano Malpensa ha fatto registrare numeri record nel primo trimestre dell’anno. Il bilancio, frutto dell’azione congiunta dei militari della Guardia di Finanza di Varese e dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, delinea un quadro di intensi flussi finanziari illeciti. In soli tre mesi sono stati intercettati oltre 6 milioni di euro in contanti e accertate più di 470 violazioni alle normative vigenti.

I dettagli dei controlli e i casi accertati

Nel periodo compreso tra gennaio e marzo, le autorità hanno sottoposto a verifica oltre 700 passeggeri in transito, sia in entrata che in uscita dal territorio nazionale. Di questi, ben 473 soggetti sono stati trovati in possesso di somme superiori alla soglia legale di 10.000 euro, limite oltre il quale scatta l’obbligo di dichiarazione doganale.

Le violazioni hanno interessato sia cittadini italiani che stranieri, con rotte prevalentemente dirette verso mercati e aree geografiche specifiche come:

  • Cina

  • Turchia

  • Penisola Arabica

  • Egitto

  • Senegal

Per occultare le banconote sono stati utilizzati stratagemmi di varia natura, dal semplice nascondiglio negli abiti o nei doppi fondi dei bagagli a tecniche di occultamento più sofisticate. Un caso emblematico ha riguardato un cittadino italiano residente all’estero, intercettato mentre tentava di partire con 12 monete d’oro statunitensi, il cui valore complessivo superava i 18.000 euro.

Il ruolo della tecnologia e del cashdog Yoltan

Il successo dell’operazione è stato garantito dalla combinazione tra moderne tecnologie e unità specializzate. Oltre all’impiego capillare degli scanner per il controllo dei bagagli, fondamentale è stato l’intervento di Yoltan, un pastore tedesco appartenente alle unità “cashdog”, addestrato specificamente per individuare l’odore delle banconote.

Complessivamente, l’operazione ha portato:

  • Al sequestro amministrativo di circa 234.000 euro.

  • All’irrogazione di sanzioni per un totale di circa 370.000 euro.

  • All’incasso diretto delle somme da parte dell’Erario in conformità alle nuove disposizioni normative.

Le unità cinofile “cashdog” rappresentano un’eccellenza della Guardia di Finanza nella prevenzione dei reati finanziari. Spesso scelti tra pastori tedeschi o belgi per il loro equilibrio e le doti olfattive, questi cani seguono un addestramento basato sul rinforzo positivo.

Attraverso il gioco e la ricompensa, l’animale impara a segnalare la presenza di denaro in contesti complessi come scali aeroportuali o veicoli, adottando comportamenti “passivi” (come sedersi o fermarsi) per non danneggiare le banconote. Il legame simbiotico con il conduttore e l’allenamento costante garantiscono standard di affidabilità elevatissimi nei controlli quotidiani.

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