Nell’ambito di un lungo articolo dedicato dal New York Times all’incremento costante della popolazione anziana in Italia, con i connessi problemi di assistenza e cura, è stata citata anche la posizione della comasca Alessandra Locatelli, ministro della Disabilità del Governo Meloni. Il reportage americano è in realtà in larga parte incentrato su quella che potrebbe diventare a breve una nuova frontiera per i caregiver, ossia l’impiego di robot. In particolare, viene lungamente descritto l’esperimento condotto in Emilia Romagna, tramite la Cooperativa sociale “Anziani e Non solo” che ha visto un test del prototipo ’Nao’, sviluppato dall’Università di Parma (qui maggiori informazioni).

Si tratta di un robot di piccole dimensioni capace di proporre quiz, canzoni e mosse di Tai Chi per stimolare le funzioni cognitive e motorie delle persone fragili. La caratteristica principale di Nao è di essere “socially assistive”, ovvero educato – per così dire – a svolgere funzioni di stimolazione cognitiva e motoria, ascolto attivo e relazione comunicativa con quegli anziani che desiderano rimanere reattivi di fronte a rischi di decadimento cognitivo.
Allargando lo sguardo a un’Italia dall’età media sempre più avanzata, con un susseguirsi di record negativi sul fronte delle nascite e dove il tema dei caregiver assume ogni giorno un’importanza maggiore, ecco che viene riportato anche l’obiettivo del ministro Locatelli.
Nel dettaglio, il giornalista rimarca come a oggi le leggi italiane non includano ancora specifiche misure per supportare i caregiver nelle famiglie. Per questo “il ministro alla Disabilità, ha spiegato che da un lato “il Governo non intende fare differenze tra chi ne avrebbe bisogno per anziani o giovani con disabilità”. E poi si riporta che Locatelli “si aspetta nuove misure entro la fine dell’anno per agevolazioni e sgravi fiscali, o comunque altre misure di vantaggio, per “i caregiver che vivono in famiglia, per tutte le tipologie di persone non autosufficienti”. Qui l’articolo integrale del New York Times.a