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Punti di vista

“Frequento Bellagio da 20 anni, ora sotto i portici si passa solo tra sedie e tavolini. Ma quello è spazio pubblico”

La convivenza spesso difficile fra tavolini e pedoni non è tema caldo soltanto nelle città. Anche nei borghi più piccoli e fascinosi, anzi, forse ancor più in questi luoghi dove lo spazio è spesso poco ma il turismo resta pur sempre di massa, le esigenze di hotel, bar e ristoranti e quelle dei passanti diventano complicate. Esempio in tal senso, almeno secondo la lettera che pubblichiamo di seguito, è Bellagio, la perla del Lago di Como.

Gentile Sindaco,

frequento Bellagio da circa vent’anni e proprio per questo mi permetto di condividere una considerazione che, negli ultimi tempi, è diventata per me sempre più evidente.

Non ricordo di aver mai visto le vie del centro attraversate da così tante automobili come oggi. La zona che è stata recentemente ripavimentata e resa più gradevole dal punto di vista estetico continua infatti ad essere percorsa da un traffico piuttosto intenso, compresi numerosi veicoli che accompagnano e recuperano i turisti diretti ai vari B&B e alle strutture ricettive del centro.

Parallelamente, ho l’impressione che gli spazi sotto i portici siano stati progressivamente concessi in misura sempre maggiore a tavoli e sedie di bar, ristoranti e strutture ricettive.

Il risultato, francamente, non mi piace.

Passeggiare sotto i portici è diventato in diversi punti complicato: il passaggio pedonale è sempre più sacrificato e ci si trova a camminare praticamente a ridosso dei tavoli, tanto da avere la sensazione di attraversare più un’area di ristorazione che uno spazio pubblico destinato al passeggio.

Quello che trovo particolarmente difficile da comprendere è l’equilibrio complessivo che si è venuto a creare: da una parte si è intervenuti per rendere più gradevole e rappresentativa una parte importante del centro di Bellagio, dall’altra sembra essersi progressivamente ridotto lo spazio realmente fruibile dai pedoni, mentre le automobili continuano a transitare in quantità considerevole.

Mi chiedo inoltre se, nella ridefinizione degli spazi e della viabilità, sia stato tenuto sufficientemente conto del fatto che quella che oggi è una zona esteticamente più curata continua ad essere, di fatto, una strada molto trafficata. Al tempo stesso, i ristoranti sotto i portici sembrano aver ottenuto una disponibilità sempre maggiore di spazio per i dehors.

Da persona che frequenta Bellagio da molti anni, trovo sinceramente poco convincente questa direzione. Bellagio vive della sua bellezza, del suo centro storico e soprattutto della possibilità di essere vissuta e percorsa a piedi. Non credo che rendere sempre più difficile passeggiare sotto i portici, comprimendo i pedoni tra il traffico e i tavoli dei ristoranti, sia necessariamente compatibile con l’immagine di qualità che il paese dovrebbe voler offrire.

Non sto mettendo in discussione la presenza dei ristoranti né l’importanza delle attività commerciali, che sono evidentemente fondamentali per Bellagio. Mi chiedo però se non si sia superato un punto oltre il quale l’interesse commerciale rischia di prevalere eccessivamente sulla qualità dello spazio pubblico.

Mi farebbe quindi piacere sapere se l’Amministrazione abbia intenzione di fare una verifica complessiva degli spazi concessi ai dehors e dell’effettivo spazio lasciato al passaggio pedonale, considerando anche il traffico veicolare che continua ad interessare quelle stesse vie.

Credo che una riflessione su questo tema sarebbe nell’interesse di tutti: residenti, visitatori e soprattutto degli stessi operatori commerciali, perché preservare la qualità urbana di Bellagio dovrebbe essere una priorità condivisa.

La ringrazio per l’attenzione e resto in attesa di un eventuale riscontro.

Cordiali saluti

Sandro Dainotti

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