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Molteni a Erba: “Minori, il 45% dei reati di giovani d’origine straniera. Risposte da repressione e anche prevenzione”

Il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni (Lega) lancia l’allarme sulla devianza giovanile puntando l’accento in particolare sulle percentuali degli stranieri minori autori di reati.

“L’incremento della percezione di insicurezza dei cittadini nonostante la riduzione del numero di reati commessi, è spiegabile con l’aumento di alcuni fenomeni che creano allarme sociale, nelle grandi città come nei piccoli centri – ha detto Molteni intervenendo a un convegno sulla violenza giovanile promosso a Erba dalla senatrice della Lega Erica Rivolta – Mi riferisco allo spaccio, alla malamovida e alle baby gang. Il tasso di criminalità tra i minori sta aumentando in modo esponenziale: nel biennio 2020-2021, le segnalazioni riferite a minori denunciati o arrestati in Italia sono cresciute del 14,22%. E il 45,71% dei minori denunciati o arrestati è di origine straniera, immigrati di seconda generazione”.

“La devianza giovanile – ha proseguito – è passata dal commettere atti di inciviltà non sempre penalmente rilevanti al macchiarsi di veri e propri reati, che spesso hanno come vittime altri minori. Questo fenomeno si nutre del disagio delle aree periferiche delle grandi città, degli alti tassi di dispersione scolastica, delle emergenze sociali e economiche che il Paese sta vivendo e, soprattutto, del fallimento delle politiche di integrazione. I flussi migratori incontrollati durante i governi di sinistra hanno creato danni enormi”.

Sul fronte delle azioni da mettere in campo, il sottosegretario canturino ha poi affermato che “la risposta muove dal piano repressivo, e per questo lavoriamo a ulteriori assunzioni nelle Forze di Polizia così da rafforzare il presidio del territorio. Ma passa anche dalla prevenzione. E’ necessario coinvolgere tutte le strutture sociali per una forte risposta educativa: dalla scuola all’associazionismo, dalle realtà sportive al mondo della chiesa, affinché si passi dalla cultura della strada a quella dell’oratorio”.

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