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Nuovi Giardini a Lago, dura accusa: “Un’altra estate senza e Rapinese mistifica, la Soprintendenza non è in ritardo”

Sul tema dei nuovi giardini a Lago e dello slittamento della fine dei lavori (inizialmente prevista per il 26 aprile e poi slittata) interviene duramente l’associazione Nova Como che non risparmia le parole forti chiamando in causa il sindaco Alessandro Rapinese. Ecco una nota diffusa in queste ore:

UN’ALTRA ESTATE SENZA GIARDINI A LAGO

Ancora una volta il Sindaco Rapinese sceglie la strada della mistificazione invece di assumersi la responsabilità politica di un fallimento sotto gli occhi di tutti. Il Sindaco non dice il vero quando parla di presunti ritardi della Soprintendenza (per esempio qui ma il concetto è stato ribadito anche in seguito).

La legge, infatti, concede 120 giorni per esprimersi sulla variante proposta dal Comune e la richiesta è stata presentata soltanto alla fine di febbraio, con termini per rispondere sino alla fine di giugno. La Soprintendenza è quindi pienamente nei termini previsti dalla normativa.

Non esiste alcun ostruzionismo. Non esiste alcun complotto. Trasformare il confronto nel merito in una sequenza di insinuazioni, allusioni e attacchi alla Soprintendenza è il modo più comodo per nascondere le conseguenze della propria incapacità amministrativa. Ed è grave che, pur sapendolo, il Sindaco continui da mesi ad alimentare sospetti e ad evocare manovre politiche, provando a delegittimare un ente pubblico indipendente con accuse irresponsabili.

La verità è che la famosa “variante” del progetto non riguarda semplicemente il tentativo maldestro di rattoppare il cannocchiale del Tempio Voltiano con una soluzione improvvisata — metà ciliegi e metà peri — ma comporta anche una scelta politica precisa: sottrarre ai cittadini fino a un quarto dei giardini pubblici che significa una porzione enorme di spazio pubblico tolta alla città.

Nel frattempo, il cantiere accumula ritardi da due anni. Due anni di promesse mancate, annunci smentiti e date continuamente rinviate. E anche oggi, invece di chiedere scusa ai cittadini per l’ennesimo termine non rispettato, il Sindaco preferisce cercare un nemico esterno da additare, condannando Como al rischio concreto di vivere un’altra estate senza giardini a lago.

Rapinese dovrebbe finalmente dire la verità ai comaschi: i giardini non riaprono perché questa amministrazione ha sbagliato programmazione, gestione e tempi. Tutto il resto è propaganda costruita per nascondere errori evidenti e tentare di spostare altrove responsabilità che hanno un nome e un cognome ben precisi.

La Presidenza

Vincenzo Falanga – Teresa Minniti – Maria Massara

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