“Sperem”. L’invocazione che si origlia anche senza volere passando accanto al “popolo degli umarell” che questa mattina si è radunato spontaneamente lungo il primo tratto di lungolago (da piazza Sant’Agostino più o meno all’altezza del Bar Ceccato) era quella: un misto di speranza per ciò che si vede e poi di naturale scetticismo per i 15 anni di disastri e ritardi che ha subìto il cantiere per la nuova passeggiata e il sistema di paratie antiesondazione.


Però non c’è che dire: stamattina, una splendida giornata di sole di inizio febbraio-tendente a primavera, buttare lo sguardo oltre la siepe di ferraglia infondeva più coraggio che timore.


E infatti le tantissime persone che arrestavano la camminata o la bici per qualche istante pur di “toccare con mano” la nascita del nuovo lungolago (o almeno di un suo significativo spezzone) non riuscivano a trattenere i commenti più fiduciosi che caustici. Una bella novità, se si pensa a quale calvario ha attraversato quel fronte nobile tra lago e città dal gennaio 2008 a oggi.


E dunque, ecco occhiate furtive, sguardi languidi (o forse illanguiditi anche dal magnifico panorama attorno), qualche foto per poter dire: “L’ho visto davvero, sta nascendo!”. D’altronde è vero: per un discreto tratto, tra montagnole di porfido e schiene chine, la futura passeggiata di Como, forse finalmente degna di quel nome, sta prendendo forma.

O meglio, diciamo che attraverso “lo spacco” fa intuire la possibile silhouette finale, come fosse una modella capricciosa o una schedina che si scorre lentamente prima di scoprire di aver preso (o mancato) il fatidico 13, almeno per chi calca quei marciapiedi da un tempo sufficientemente lungo per ricordare il vecchio Totocalcio.
Le foto in pagina parlano più di mille descrizioni: il primo tratto, quello già citato Sant’Agostino-Ceccato, è già una piana distesa di porfido, con gli alberi già “recintati” nelle aiuole e gli spazi liberi in cui troveranno posto arredi e illuminazione.


Entro il mese di marzo (ma con possibile tappa elettorale del presidente uscente e ricandidato di Regione Lombardia, Attilio Fontana, già l’8 febbraio prossimo), quel lavoro dovrebbe essere terminato. Per la conclusione totale, visto che l’altra metà, piazza Cavour inclusa, è ancora un cantiere a cielo aperto e ruspe nelle viscere, si dovrà attendere la metà del 2024.


Intanto, passo a passo, troveranno posto anche gli arredi, unica parte di competenza del Comune di Como, e già appaltati lo scorso ottobre, per dare il tocco pliniano al tutto. Verrebbe da dire che sembra davvero la volta buona. Ma siccome di ferro, tra terra e lago, ce n’è ancora tantissimo, meglio dargli una toccatina.