Ieri sera il governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato l’ordinanza che in realtà, di fatto, conferma tutte le misure già in essere fino al 13 novembre prossimo.
Tra queste, le principali sono la Didattica a distanza per le scuole superiori, la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti all’interno dei centri commerciali (ma non generi alimentari, alimenti e prodotti per animali domestici, prodotti cosmetici e per l’igiene personale, per l’igiene della casa, piante e fiori e relativi prodotti accessori, giornali, riviste e periodici, nonché alle farmacie, alle parafarmacie, alle tabaccherie e rivendite di monopoli).
Possono restare aperti nei centri commerciali “parrucchieri, estetisti, altre attività artigianali, studi dentistici”.
Per quanto riguarda “le attività degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sia su area pubblica che su area privata (fra cui, a titolo esemplificativo, bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi, bar mobili)” resta la chiusura alle 18 stabilita dal Dpcm del governo.
“Con la chiusura dei pubblici esercizi all’ora stabilita deve cessare ogni somministrazione agli avventori presenti ed effettuarsi lo sgombero del locale – si legge sempre nell’ordinanza del 27 ottobre di Regione Lombardia – Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 23.00, la ristorazione con asporto o con modalità drive through, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.