Lo scorso 9 aprile, in consiglio comunale, il consigliere Alessandro Rapinese, aveva usato termini infuocato e paradossale: “Piuttosto, compriamo Rolex ai comaschi”.
Se l’era presa, Rapinese, con il bando di gara da 72mila euro netti sul triennio 2018-202o (90mila lordi) indetto dal Comune per rimettere una volta per tutte in orario i circa 120 orologi pubblici sparsi per la città – inclusi quelli storici della ditta Panzeri ben visibili in città murata – che ormai da anni fatto tutto tranne che indicare l’ora esatta.
Dopo numerosi e del tutto inutili tentativi di riparazioni spot, la scorsa primavera l’amministrazione aveva dunque cercato sul mercato qualche operatore specializzato disposto a mettervi mano. L’esito, però, non è stato quello sperato: il bando è stato completamente snobbato e nessuno ha presentato offerte. Deserto, in poche parole.
Ora, dunque, l’amministrazione dovrebbe passare al piano B, peraltro suggerito – e fatto approvare al consiglio tramite una mozione – sempre da Alessandro Rapinese. Ovvero, affidarsi al buon cuore e possibilmente alla competenza di singoli commercianti o comunque esponenti di attività economiche possano prendersi cura di uno o più orologi tramite sponsorizzazione.