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VIDEO Pallanuoto Como non ci sta, Dato e Rallo: “Andiamo al Tar. Il Comune rifaccia i calcoli”

Colpita ma non affondata. Dopo il clamoroso colpo di scena che ieri, a un giorno del termine della proroga concessa a Como Nuoto per la consegna delle chiavi, ha visto, per decisione del Comune, la decadenza dell’aggiudicazione della piscina di viale Geno a Pallanuoto Como per “discordanze rispetto al numero di tesserati agonisti dichiarati in sede di gara”, la società capeggiata da Giovanni Dato spegne gli entusiasmi e risponde per le rime.

Clamorosa svolta: Como Nuoto torna in viale Geno. Il Comune esclude Pallanuoto Como

“Siamo amareggiati ma impugneremo al Tar questa decisione e andremo avanti – ha detto il presidente di Pallanuoto questa mattina nel corso di una conferenza stampa – ribadiamo ancora una volta che ci siamo sempre attenuti a quanto richiesto nel bando, ovvero di fornire i dati dei tesserati che hanno svolto attività agonistica nel triennio precedente, e nella stessa occasione abbiamo anche spiegato i criteri che avevamo utilizzato per fare questo calcolo. Nessuno allora ha avuto nulla da eccepire ma anzi, sulla base di quanto presentato da noi li Comune ha chiesto un’integrazione a Como Nuoto”.

La conclusione del “pasticciaccio brutto” di viale Geno, combattuto a colpi di differenze sottilissime tra “atleti che hanno svolto attività agonistiche” e “tesserati agonisti”, sembra quindi allontanarsi sempre di più.

“Comunque la si voglia girare, Pallanuoto Como resta comunque la vincitrice del bando, a maggior ragione dopo che il Consiglio di Stato aveva accolto il nostro ricorso relativo agli anni da prendere in considerazione ai fini del conteggio dei tesserati (2015/2018 secondo Pallanuoto e 2014/2017 secondo Como Nuoto Ndr) – ha aggiunto Dato – e lo stesso vale per il coinvolgimento della società genovese Crocera. Il bando lo permetteva e richiedeva particolari attenzioni nei confronti dei disabili che noi non abbiamo e di cui invece loro sono esperti”.

“Comunque vada sarei felice che i comaschi potessero tornare a godere di quello spazio – ha concluso – ma il Comune deve fare tutti i controlli e i calcoli necessari. Se i bandi continuano a essere fatti così, basta fare 200 tesserati in più all’anno e nessuno spazio pubblico verrà mai riassegnato a una nuova società”.

“Il Comune deve spiegare come mai tre anni fa nessuno ha avuto obiezioni sul metodo di calcolo degli atleti agonisti presentato da Pallanuoto e oggi, nel giorno in cui Como Nuoto avrebbe dovuto riconsegnare le chiavi della struttura, ha avuto un ripensamento – ha aggiunto Roberto Rallo, legale della società – ci sono state probabilmente pressioni esterne che forse hanno intimorito gli amministratori locali che hanno iniziato a pensare di giocare la partita non tenendo conto del bando bensì delle insinuazioni e dei desiderata altrui, cosa ammissibile solo in caso di dichiarazioni false che, lo ribadiamo, non sono mai state fatte da Pallanuoto Como”.

“Ammesso e non concesso che il nuovo criterio sia corretto, ora chiediamo all’Amministrazione di rifare i calcoli per entrambe le società tenendo in considerazione i tre anni indicati dal Tar – ha aggiunto Rallo – siamo sereni perché i numeri di Pallanuoto sono superiori”.

“Non è concepibile che a tre anni di distanza ci siano ancora problemi ad accertare chi ha vinto la gara – ha concluso il legale – questo va nell’interesse di tutti, nostro, di Como Nuoto ma soprattutto di tutta la città, interesse a cui tutti gli amministratori dovrebbero inchinarsi”.

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