Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Attualità

Paratie, riparte il cantiere. Rifondazione spietata: “Muri e follia, colpa di centrodestra e giunta Lucini”

In un silenzio pressoché assoluto sulla notizia, pur oggettivamente rilevante, della prossima ripartenza del cantiere delle paratie, è Rifondazione Comunista a prendere posizione. E lo fa in maniera per nulla banale: contestando in forma radicale e assoluta l’opera in sé ma, sul piano politico, mettendo sullo stesso banco dei “colpevoli” sia il centrodestra passato e presente, sia il centrosinistra della giunta Lucini.

Paratie, cantiere a un passo. Sertori e Turba: “Firmato il contratto, consegna dell’area entro 45 giorni”

“Ricomincia con la firma di un nuovo contratto per un importo complessivo stimato in oltre 16 milioni di euro l’eterno cantiere delle paratie, nate sul modello del Mose di Venezia (opera che si è dimostrata assolutamente inefficace allo scopo di riparare dalle inondazioni) e che han visto di volta in volta un muro in cemento armato nella realizzazione a firma leghista e poi un muro di legno durante l’amministrazione Lucini – si legge infatti nella nota di Rifondazione – Perché non si può nascondere come il centrosinistra non abbia saputo imporre la minima discontinuità rispetto ad un progetto fallimentare”.

Un affondo durissimo, si potrebbe dire spietato, vista anche la provenienza da sinistra.

C’è poi,come si accennava, la stroncatura totale del progetto in sé.

“Avremmo voluto che la ripartenza fosse inaugurata con un piano per la mobilità sostenibile e con investimenti per tutelare il territorio – afferma Rifondazione – Ci troviamo con lo spettro di un mastodontico cantiere che non si sa quanto costerà alla città né che impatto ambientale potrà avere. Oggi come dal primo giorno in cui si iniziò a discutere questa follia ribadiamo che l’investimento va fatto nella oculata gestione delle acque e delle dighe, nel miglioramento e nella manutenzione degli argini. Questo cantiere ha già reso ridicola la città davanti a tutto il Paese, Como non merita di essere lo zimbello d’Italia, né terra di inchieste per opere pubbliche dubbie”.

2 Commenti

  1. Altri 16 milioni di euro, dopo le decine già sperperate. Nella gara dei senza ritegno, prima di noi comaschi c’è forse solo l’Alitalia. E siamo qui a discutere di 600 euro contributo anti Covid-19.

  2. Questa volta concordo.
    È un’opera inutile, fu una follia iniziarla e proseguirla.
    Ma tanto paghiamo noi cittadini e bruni e lucini?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti: