Viaggia verso quota 6mila firme nel momento in cui scriviamo la petizione online lanciata su Change (la trovate qui) contro la nuova tassa sulla sanità decisa dal governo italiano per i frontalieri con l’obiettivo di alzare gli stipendi ai sanitari delle zone di confine per evitarne la fuga verso emolumenti ben più attrattivi in Svizzera. Ne parliamo da tempo e dopo il varo della manovra di bilancio 2024 sono scattate le proteste ovunque, nelle ultime ore quella dei sindacati (qui i dettagli) e quella del consigliere regionale lombardo, Angelo Orsenigo del Pd (qui l’approfondimento). Ma sono solo le ultime in ordine di tempo perché la levata di scudi è a macchia d’olio. La petizione, lanciata da Valerio Primerano viene presentata così:
Questa petizione riguarda tutti i frontalieri. È una questione di giustizia. La legge sulla tassa per la sanità dei frontalieri è ingiusta e discriminatoria. Si tratta di un prelievo forzato che colpisce solo una parte di cittadini, quelli che vivono e lavorano nelle zone di frontiera.
Le zone interessate sono quelle sulla fascia di confine. Svizzera e Italia condividono quasi 800km di frontiera. Le Regioni italiane confinanti con la Svizzera sono Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte e Trentino/Alto Adige e contribuiscono complessivamente a circa il 40% degli scambi con la Confederazione.
I frontalieri pagano già la sanità con le trattenute d’imposta alla fonte e i relativi ristorni che vanno ai comuni di frontiera. Questa tassa aggiuntiva non fa altro che aggravare ulteriormente il loro carico fiscale senza permettere invece di detrarre dalle imposte le spese mediche che vengono sostenute.
Inoltre, l’idea di aumentare gli stipendi ai medici nelle aree confinanti non risolverà il problema della carenza di personale specializzato in queste zone, ma renderà semplicemente più attrattivo il lavoro in queste strutture a discapito delle strutture in paesi distanti dal confine.
Chiediamo quindi l’annullamento della legge sulla tassa per la sanità dei frontalieri. Non si può continuare a penalizzare questi cittadini con misure fiscali ingiuste e discriminatorie. Facciamo sentire le nostre voci! Firmate questa petizione.