Chi conosce l’architetto comasco Stefano Seneca probabilmente ha avuto modo di apprezzarne una delle doti più lampanti: il garbo nei modi. Bene, cancellate questa immagine. E figuratevelo furioso, sdegnato, deluso oltre ogni limite. Perché, dice lui, “c’è un limite a tutto e quel limite è stato superato da tempo”.

Seneca è il professionista che a suo tempo ha vinto il concorso indetto dal Comune di Como per ridisegnare piazza Grimoldi e piazza Roma. E se sul secondo progetto i dubbi sono emersi quasi subito, il primo lavoro venne accolto da applausi a scena aperta. Le cose, nel frattempo, sono molto cambiate. Piazza Roma, progetto in realtà realizzato soltanto in parte causa modifiche imposte anche dalla ristrettezza dei fondi pubblici, è ancora una sorta di terra di mezzo che l’amministrazione Landriscina vorrebbe ripopolare di auto e moto. Piazza Grimoldi, accolta pressoché all’unanimità come un gioiellino ben riuscito, soffre di un’evidente mancanza di manutenzione. Le fontane, in particolare, sembrano abbandonate a se stesse. L’abbiamo documentato anche qui, su Comozero, sabato scorso: con l’acqua che sprizzava ovunque, ben oltre i bordi della vasca, finendo per bagnare pavimentazione e passanti. Quanto basta, insomma, per scatenare l’ira di Seneca.

“Le fontane soffrono di una totale inadempienza da parte del Comune sul fronte della manutenzione – sbotta il progettista – Mi pare evidente che, al di là di qualche intervento improvvisato e tampone, sia con la giunta precedente sia con questa nessuno è mai intervenuto sulle fontane. Io stesso ho visto di tutto all’interno delle vasche: sabbia, sassi, alghe, rifiuti, persino del sushi. Tra un po’ si avvertirà anche odore di fogna, immagino. E intanto l’acqua esce dalle vasche, probabilmente per un tubo otturato. E’ una situazione vergognosa, inaccettabile. Lo dico sinceramente – prosegue Seneca – ormai sto lontano da piazza Grimoldi, quando ci passo provo una sensazione di profondo dispiacere, di malessere. E non soltanto perché da progettista è coinvolta anche la sfera personale, quanto perché da cittadino vedo una così abissale mancanza di senso civico e di capacità di prendersi cura del bene comune da parte dell’amministrazione, che c’è da vergognarsi. E’ tutto desolante, deprimente”.

E’ un fiume in piena l’architetto. E parla anche di piazza Roma: “La situazione della piazza mi fa imbestialire. Trovo vergognoso che a fronte di un lavoro fatto, sebbene non come avrei voluto e per responsabilità non mie, ogni amministrazione si succede voglia stravolgere tutto. Non è una questione politica, non mi interessano i colori delle giunte. Mi limito a osservare che l’idea di rifarne un parcheggio è un’assurdità, peraltro passibile anche dell’interessamento della Corte dei Conti visto che sono stati spesi soldi soltanto un anno fa per posare plinti, tubi per i pali dell’illuminazione e così via”.
“Sono sconcertato da una tale assenza di idee, di prospettive – chiude l’architetto Stefano Seneca – Le giunte, di qualsiasi orientamento politico, passano. Ma le opere rimangono: spero anche queste possano passare la prova del tempo, nonostante tanta incuria”.